Fiorentina, i numeri dell’Olimpico lanciano l’allarme: ecco cosa serve sul mercato per il post Kean
Una delle evidenze che sono emerse con forza dalla sconfitta per 4-0 della Fiorentina in casa della Roma alla prima di campionato è quella legata al tema del centravanti. Il reparto delle prime punte viola infatti, senza Kean, non solo non è più di primo livello, ma soprattutto perde caratteristiche fondamentali per variare il tema tattico di una partita. Contro la squadra di Gasperini infatti Grosso ha schierato per la prima volta dal titolare il neo arrivato Mateo Pellegrino che, non solo per colpe sue, ha faticato e non poco a rendersi pericoloso mettendo in mostra una prestazione molto sottotono che ha inevitabilmente attirato le prime perplessità e preoccupazioni della tifoseria, soprattutto visto quanto sta succedendo con Moise Kean, il cui futuro sembra al momento sempre più lontano da Firenze.
Le differenze emerse all'Olimpico nei numeri
Il punto su cui è importante focalizzarsi è quello relativo al fatto che con Pellegrino i viola hanno in campo inevitabilmente caratteristiche totalmente diverse da quelle che offre Moise. L’attaccante ex Parma infatti è prevalentemente un giocatore d’area di rigore, abile nei colpi di testa e nello sfruttare le indecisioni delle difese avversarie in area piccola, ma molto poco abile sia nel gioco spalle la porta che soprattutto nell’attacco della profondità, caratteristica quest’ultima che gli manca anche per via di doti atletiche e fisiche imparagonabili con quelle di Kean. A testimonianza di quanto i due giocatori infatti siano diversi e in un certo senso da questo punto di vista si completino anche alla perfezione, ci sono i dati della partita dell’Olimpico. Kean infatti giocando appena 30 minuti, contro i 90 del compagno di reparto, ha avuto numeri superiore rispetto a Pellegrino i in distanza progressiva di trasporto palla, in portata progressiva e in progressione totale. Tutte statistiche che ci certificano come Moise sia un giocatore superiore rispetto a Mateo quando si tratta di ribaltare il fronte di gioco attaccando la profondità con e senza palla.
Cosa serve dal mercato
Ecco perché, e qui ovviamente torna predominante anche il mercato, in caso di un addio di Kean, direzione Como, il sostituto dell’attaccante italiano dovrà essere un giocatore in grado di garantire quell’attacco alla profondità con la progressione e quella capacità appunto di stressare continuamente la linea difensiva avversaria che Moise, al di là poi dei gol realizzati, ha sempre offerto da quando è arrivato a Firenze. Acquistare infatti un giocatore esclusivamente d’area di rigore, uno per dire alla Icardi, potrebbe infatti privare Grosso di un’alternativa fondamentale per variare il piano gara e avere armi importanti per ripartire in contropiede, soprattutto quando i Viola saranno costretti a difendere i bassi, come è capitato contro la Roma. Ecco che dunque sarà importante che dal mercato arrivi un giocatore che oltre che come livello, anche come caratteristiche, possa non far rimpiangere Kean.


