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Beto, l’uomo giusto per Vanoli: da Kean a Pohjanpalo, il passato indica la strada
Oggi alle 17:00Copertina
di Andrea Giannattasio
per Firenzeviola.it

Beto, l’uomo giusto per Vanoli: da Kean a Pohjanpalo, il passato indica la strada

Il portoghese ha velocità e attacco della profondità. Da Venezia a Torino, i suoi precedenti con i centravanti fanno ben sperare

Un centravanti di sfondamento al servizio del “vanolismo”. Se c’è un giocatore che più di altri potrebbe sorridere per il ritorno di Paolo Vanoli sulla panchina della Fiorentina, quello è Beto. Potenza, centimetri, velocità e una naturale predisposizione ad attaccare la profondità: l’identikit del portoghese sembra quasi disegnato sulle esigenze del nuovo tecnico viola, che nelle sue precedenti esperienze ha spesso costruito fortune e meccanismi offensivi attorno a un numero 9 forte fisicamente, capace di fare a sportellate con i difensori ma soprattutto di trasformarsi nel terminale principale della manovra. E per trovare gli esempi non serve andare troppo lontano.

Kean, l’ultimo precedente

Il riferimento più fresco è infatti Moise Kean. Nella scorsa stagione, nonostante un’annata tormentata da continui problemi fisici, l’attaccante riuscì a segnare 6 gol nelle 16 partite di campionato giocate con Vanoli in panchina. Un bottino tutt’altro che banale considerando le tante interruzioni e, soprattutto, il peso specifico di alcune reti. Come quella realizzata al 92’ contro la Cremonese, entrando nel finale dopo una settimana complicata e regalando alla Fiorentina un fondamentale successo per 1-0. Oppure il gol che decise con lo stesso risultato il derby contro il Pisa, nel momento in cui i viola erano impegnati nella rincorsa salvezza. In mezzo anche la doppietta all’Udinese e i centri contro Torino e Como. Kean, insomma, diventò uno dei riferimenti della cura Vanoli proprio grazie a quelle caratteristiche che il tecnico chiede al suo centravanti: strappi, profondità, forza e presenza dentro l’area.

Da Zapata a Pohjanpalo

E andando indietro nel tempo gli indizi aumentano. Al Torino Vanoli aveva puntato forte su Duvan Zapata, capitano e riferimento offensivo, capace di segnare 3 reti nelle prime 7 giornate prima che il grave infortunio al ginocchio ne interrompesse anzitempo la stagione. Ancora più significativo il precedente di Joel Pohjanpalo a Venezia: nella Serie B 2023/24 il finlandese realizzò 22 gol in regular season, conquistò il titolo di capocannoniere e fu il trascinatore della cavalcata terminata con la promozione in Serie A. Tre attaccanti differenti, ma un filo conduttore evidente: Vanoli ha sempre saputo affidarsi a un numero nove forte, riconoscibile e centrale nel proprio sistema. Beto ha caratteristiche diverse, forse persino più esplosive, ma possiede fisico, corsa e fame di profondità per inserirsi nello stesso solco. Dopo un avvio in viola ancora senza acuti, il ritorno di Vanoli potrebbe dunque rappresentare la scintilla giusta. Il passato, almeno, suggerisce che per i centravanti del tecnico i palloni buoni prima o poi arrivano.

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