" CINQUE DOMANDE A... " ITALO CUCCI
"Prandelli? Resta! Se proprio deve andare prenderei Allegri". Una piccola anticipazione del Cucci-pensiero sul tema che tiene banco a Firenze. Ecco, in esclusiva per FV, tutte le risposte del direttore Italo Cucci.
Domanda n° 1 – Innanzitutto mi scuso con lei, direttore, per la mancanza di originalità, ma l'argomento Prandelli (a Firenze, ma non solo) regna sovrano. E allora le chiedo: al di là delle dichiarazioni ufficiali, secondo lei Prandelli resterà a Firenze l'anno prossimo? Ed in caso affermativo è giusto che rimanga anche senza rinnovare il contratto, oppure è necessario un prolungamento? E chi sarebbe un eventuale sostituto ideale?
Risponde Italo Cucci: “Credo che Prandelli resterà a Firenze. Anzi, siccome non sono mago, mi auguro che Prandelli resti alla guida della Fiorentina. Non solo perché è la miglior guida tecnica possibile per un club che voglia costruirsi il futuro passo dopo passo e con i giovani, evitando fenomenologie più adatte ai media che al calcio; ma soprattutto perché l'esperimento dei fratelli Della Valle di dotarsi di un tecnico di lungo corso, evitando schizofrenie costose e dannose insieme, merita di proseguire alla ricerca del risultato più importante che lascio alla fantasia dei tifosi. Sostituto possibile? Massimo Allegri."
Domanda n° 2 - Come giudica la stagione della Fiorentina, considerando Coppe e campionato?
R: “Poteva andar meglio, ovvero conseguendo il traguardo Champions, se non fossero intervenuti guai a catena: da Mutu agli infortuni, a Ovrebo. A mo' di critica, vorrei precisare due cose: la prima, avrei ceduto Mutu alla Roma e non sto a spiegar perché; presa nota dell'infame arbitraggio di Ovrebo in Bayern-Fiorentina, il match di ritorno ha offerto ai viola più d'una occasione di agguantare la qualificazione, purtroppo mancata per difetto della squadra”.
Domanda n° 3 - Diego della Valle si è dimesso da presidente onorario della Fiorentina, Andrea della Valle non è più presidente della Fiorentina dal 24 settembre scorso. Secondo lei si può andare avanti senza due figure ufficiali così importanti? E ancora: lei vede a rischio l'impegno dei Della Valle nella Fiorentina?
R: “Se sapessi che i fratelli Della Valle si sono davvero autoesclusi dalla vita della Fiorentina, suonerei campane a martello. Ma non è così. La loro è un'assenza formale e peraltro Pantaleo Corvino li rappresenta a dovere. Mi auguro che fra il d.g. e Prandelli ci sia sempre armonia, sennò sarebbe davvero meglio separarli."
Domanda n° 4 - Capitolo mercato: ci suggerisca un portiere, un difensore, un centrocampista ed un vice-Gilardino per la Fiorentina 2010-2011
R: "E' un capitolo che non mi riguarda, nel senso che non ho nomi da suggerire a chi sa far bene il proprio mestiere. Da antico simpatizzante viola (pochi sanno che ho vissuto dalla prima all'ultima giornata la stagione dell'ultimo scudetto viola, raccontandola per la Gazzetta dello Sport e godendo dell'amicizia di Baglini, Pesaola e De Sisti) penso sempre a una linea verde, alla forza della giovinezza, adeguandosi ai tempi, suggerisco piedi buoni e fisici importanti."
Domanda n° 5 - L'ultima è a respiro nazionale: sono anni che diciamo che il calcio, così, non può andare avanti (violenza, arbitri, calciopoli etc...) Qual è il primo provvedimento che il direttore Italo Cucci (ma sopratutto l'appassionato di calcio Italo Cucci) adotterebbe per guarire questo grande malato?
R: "Se il calcio è il grande malato, gli altri sport son bell'e che morti. Lasciamo ai catastrofisti - e a coloro che non sanno - il quotidiano lamento sui mali del calcio. Il gioco del pallone, quello vero, è sano come un pesce appena pescato. Il problema è nel calcio-business che ormai s'è appiattito sulla questua di proventi televisivi, perdendo ogni altra fantasia e iniziativa. Io dico "abbasso il calcio moderno" per il contorno, ma il piatto principale è felicemente rappresentato dal calcio all'italiana che prediligo. Sul fronte tattico, vinco sempre: come avevo annunciato al suo arrivo in Italia, Mourinho è il più moderno interprete del catenaccio. Anzi, del catenaccio-offensivo, come lo chiamo io."
Italo Cucci
Italo Cucci nasce a Sassocorvaro (PU) nel 1939 e comincia la sua avventura giornalistica nel 58' con il settimanale "la Provincia". Nel 63' diventa giornalista professionista al "Resto del Carlino". Ha diretto tre volte il "Guerin Sportivo", due volte "Stadio" ed il "Quotidiano Nazionale" che racchiude le testate de "Il Giorno", "La Nazione" e, appunto, "Il Resto del Carlino". Le sue direzioni non si fermano quì e spaziano anche in altri sport: dirige, infatti, il mensile Master ed il settimanale Autosprint. Attualmente è direttore editoriale dell'agenzia di stampa Italpress e collabora alla RAI come opinionista del TG2, Sabato Sprint, Unomattina e RadioRai.


