QUANDO L'ARBITRO METTE IN CAMPO...RIGORINHO
Quando giochi contro squadre come la Roma, sai che prima o poi scenderà in campo Rigorinho. E’ un “calciatore” che gira tra le solite note, ma si differenzia dai suoi colleghi perché a metterlo in campo non è l’allenatore ma l’arbitro. Io ero preparata al suo ingresso sul rettangolo verde, non fosse altro che il signor Totti aveva da spengere la 200esima candelina dei gol segnati. E poi scusate, un campione del suo calibro che non ha mai segnato a Firenze? Comotto ci mette del suo nell’azione che genera il penalty, ma Mazzoleni prima mima a Riise di alzarsi e poi concede il rigore.
Per non rovinare la giornata del Pupone, anche il resto della difesa viola ha voluto partecipare ai festeggiamenti lasciandolo libero di marcare il raddoppio del pareggio.
Bella gara nel complesso, ma l’arbitraggio scientifico (sudditanza psicologica pare troppo!) di Mazzoleni ha disturbato notevolmente i tifosi viola: punizioni e cartellini non sempre al momento giusto o con criterio, valutazioni dubbie come sul fuorigioco di Gilardino lanciato a rete, valgono spesso come i rigori fischiati.
Dai calcoli arbitrali ai legni delle due traverse passa, secondo me, la mancata vittoria della Fiorentina di ieri contro la Roma. Se quel capolavoro di tiro di Vargas fosse entrato in porta avrebbe portato la Viola sul 3 a 1 e allora, forse, si sarebbe potuto festeggiare la prima vittoria, di questa annata, su una squadra blasonata. Resta un po’ di amaro in bocca e da sottoscrivere la battuta del nostro sindaco quando dice che “una partita è bella solo quando si vince”, ma sicuramente stiamo migliorando e mi viene da pensare che una gara come ieri, qualche mese fa l’avremmo persa. Il nuovo schieramento della nostra squadra, con Vargas a centrocampo, sembra la combinazione migliore per affrontare l’ultima parte del campionato. La ritrovata forza ed energia del peruviano, sono state anche ieri una delle note più positive della partita, oltre alla prova di Mutu. Serve soprattutto il suo “tiro”, considerato che Gilardino pare un po’ appannato in zona gol. Lo scuso però per ieri visto che aveva dormito poco a causa della nascita della sua secondogenita: auguri e benvenuta nella grande famiglia viola. Si poteva rischiare ed inserire un po’ prima Babacar? La sua situazione pare un po’ strana: tanta fiducia prima, tanti pochi minuti giocati ora.
Infine la cornice di questa buona prestazione: una ritrovata colonna sonora della curva, un calore coinvolgente rimarcato anche da Mihajlovic. Se si riuscisse a trovare un direttore d’orchestra, per sincronizzare i cori della parte centrale della curva col parterre, sarebbe il massimo!
La Signora in viola


