BUONA LA PRIMA
Buona la prima. La Fiorentina ha battuto il Bologna con relativa facilità e, al fischio finale, un Franchi ancora troppo spoglio ha fatto rivedere un po' dell' entusiasmo disperso e ancora non del tutto ritrovato. Il modo migliore, questo, per avviare una stagione nata fra tante polemiche. Mihajlovic ha presentato la squadra provata durante l'estate, un 4-3-3 in fase difensiva che, col possesso di palla, permette a Jovetic di accentrarsi nella posizione di trequartista, libero di agire alle spalle di Gilardino e a favore dei tagli di Cerci che segna, spreca tanto e si candida a rivelazione della stagione. Come Jo-Jo che avrà provato a segnare con almeno dieci conclusioni, tutte uguali e tutte, purtroppo per lui, da zero a zero (bello però l'assist del gol). A centrocampo Behrami a destra e Lazzari a sinistra hanno svolto il lavoro sporco con Montolivo in mezzo, davanti alla difesa, a coprire e costruire. Molto bene Pasqual, autore dell'assist per il gol di Gila, tranquilla la fase difensiva di Gamberini, Natali e Cassani con solo un paio di incertezze nel primo tempo dovute alla difficile posizione di Diamanti fra le linee. Buono anche l'esordio di Nastasic, sereno e sicuro. Emblematico di cosa è Firenze l'ingresso di Santiago Silva, accolto letteralmente da un'ovazione pur senza che nessuno, dei quasi ventimila del Franchi, lo avesse mai visto giocare dal vivo. Tutto sulla fiducia di un folklore annunciato. In quindici minuti l'uruguayano non ha toccato palla ma la sua apparizione basta per dimostrare quanto poco sia necessario per riportare entusiasmo in città. C'è poi Alberto Gilardino che ha timbrato con un gol bello e importante, facendo così dimenticare una prova per il resto molto imprecisa. Alla fine lui stesso ha parlato di chiarimento con Andrea (bene) e possibile rinnovo (ma sarà il caso?). Fino a qui tutto bene, ma ovviamente c'è anche qualcosa che credo vada migliorata. Ad esempio di Jovetic,forse troppo lontano dalla porta, soprattutto nel primo tempo, quando la gara è stata incerta. Da lì deve fare troppo campo per giungere vicino all'area avversaria e diventa maggiormente prevedibile.Poi la velocità di manovra. Troppo lenta finché la partita è stata in equilibrio, come lo scorso anno quando i viola impiegavano tanto tempo nel trasferrire il pallone da un'area all'altra. Poi le cose sono migliorata per il crollo del Bologna e il gol arrivato alla prima vera chance ma contro le squadre chiuse se non si velocizza potrebbero esserci problemi in futuro. Ma per ora vale la pena accontentarsi in attesa del test, molto più probante e attendibile, di Udine nel prossimo weekend di campionato.
Leonardo Petri


