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"L'uomo che gioca guardando le stelle": la storia di calcio di Giancarlo AntognoniTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 18:30Storie di Calcio
di Francesco Tringali

"L'uomo che gioca guardando le stelle": la storia di calcio di Giancarlo Antognoni

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Ci sono calciatori che cambiano squadra, città, maglia. E poi ce ne sono alcuni che, a un certo punto, diventano una cosa sola con il luogo in cui hanno giocato. Giancarlo Antognoni è stato questo per Firenze. Quindici anni con la maglia viola, una scelta di vita prima ancora che di carriera. Perché nel calcio di allora le grandi squadre potevano chiamarlo, gli ingaggi potevano essere più importanti, le possibilità di vincere potevano essere altrove. Ma Antognoni aveva scelto Firenze. E Firenze, a sua volta, aveva scelto lui. Un numero 10 nel senso più romantico del termine. Elegante, leggero, con la testa sempre alta e il pallone incollato ai piedi. Uno di quei giocatori capaci di vedere una giocata un secondo prima degli altri. Tanto che qualcuno lo avrebbe definito "l'uomo che gioca guardando le stelle". Giancarlo Antognoni è il protagonista della nuova puntata di Storie di Calcio, condotta da Francesco Tringali. A raccontare Antognoni, ai microfoni della radio di Tuttomercatoweb.com, è stato il giornalista e amico dello storico numero 10 viola, Enzo Bucchioni: "La storia di un calciatore, di un uomo e di un grande amore. E come tutti i grandi amori ci sono momenti difficili, di caduta, ma resta grande e indissolubile com'è l'amore di Antognoni per Firenze e di Firenze per Giancarlo Antognoni. Lui è 'Gianca', per tutti. Se vai in certi punti della città, dove lui va a prendere il caffè, trovi le persone che vanno lì per trovare Gianca. Lui è un pezzo della città in movimento, non è uno che se la tira, è uno che si ferma a parlare con tutti, disponibile con tutti. È qualcosa che appartiene a tutti, a un popolo che lo ama. È un monumento intoccabile, sempre alla portata di tutti, ma spesso ci si dimentica che dietro c'è un uomo coi suoi sentimenti e le sue paure, un aspetto che spesso purtroppo passa in secondo piano". Stagione 81/82, storia di uno scudetto perso per un punto dalla Fiorentina trascinata dalle magie di Antognoni solo per una parte di quel campionato: "Se ci fosse stato il Var a Cagliari quel gol di Graziani non sarebbe stato annullato. Antognoni ha rispetto della storia, quella fu la stagione dello scontro con Martina in cui rischiò la vita, rimase fuori quattro o cinque mesi, lo dice solo a mezza bocca che se ci fosse stato lui per tutta la stagione forse quello scudetto sarebbe stato della Fiorentina. Mancò la sua personalità per evitare di arrivare a pari punti all'ultima giornata. Quella è stata un'occasione mancata, qualcosa che torna spesso nella storia di calcio di Antognoni: per quello che ha dato al calcio e alla Fiorentina avrebbe meritato uno scudetto uno scudetto con quella maglia". E qui si torna alle scelte di cuore: "Decide di restare a Firenze, ama la Fiorentina, ha preso delle decisioni impensabili al giorno d'oggi. Ha resistito al corteggiamento dell'Avvocato Agnelli che per anni lo ha provato a convincere per portarlo a Torino. Oppure dell'ingegner Viola, che organizzò un pranzo con la moglie di Antognoni mettendo sul tavolo un ingaggio straordinario e lui ha sempre detto no. Per questo oggi fa un po' fatica quando la sua figura viene messa in discussione. Ha rifiutato persino di andar via quando ricopriva il ruolo di dirigente alla Fiorentina, visto che Adriano Galliani voleva portarlo al Milan insieme a Terim". E poi le gioie in Nazionale, lo scontro in campo con Silvano Martina in cui rischiò la vita, fino a tanti altri aneddoti imperdibili. Ascolta la Storia di Calcio di Giancarlo Antognoni attraverso il nostro podcast!

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