Frosinone, capolavoro a Firenze: Alvini lancia i nuovi, il punto sul mercato e Ghedjemis
Il Frosinone scrive una pagina memorabile espugnando lo stadio Artemio Franchi e rovinando la festa del centenario alla Fiorentina. Una vittoria straordinaria, figlia della capacità di soffrire e colpire, che lancia un messaggio fortissimo: la vera differenza, in questo gruppo, la fa l'unità e la forza del collettivo, ancor prima dei singoli.
LA MANO DI ALVINI E L'INSERIMENTO DEI NUOVI – Nell'analisi tattica del successo in terra toscana, un plauso particolare va fatto a mister Massimiliano Alvini. Il tecnico ha continuato inizialmente a dare fiducia all'ossatura storica e ai "vecchi" punti fermi della squadra, ma allo stesso tempo ha iniziato a inserire gradualmente i nuovi arrivati per alzare il livello qualitativo della rosa. Dal primo minuto si sono visti in campo dal 1' Masini e Schmid, mentre a gara in corso c'è stato spazio per l'impatto di Zerbin nella ripresa (45') e per i subentri nel finale di Terzic, oltre agli esordi in maglia giallazzurra per Grillitsch e Birligea. Un Frosinone che ha saputo soffrire nei momenti di maggior pressione della viola, ma anche colpire al momento opportuno con grande cinismo.
MERCATO CALDISSIMO: IL CASO GHEDJEMIS E LE USCITE – Tenuto fortemente a banco in questi ultimi giorni di trattative c'è inevitabilmente il capitolo legato a Fares Ghedjemis. Il calciatore spinge per la cessione e vuole cogliere un'importante opportunità di salto di carriera (con Besiktas e Monaco fortemente interessati), mentre la società e la proprietà hanno in mente un progetto tecnico ambizioso e vorrebbero trattenerlo per consolidare il club. Qualora dovesse partire, l'esterno andrà ovviamente sostituito in modo adeguato. Per il resto delle operazioni di mercato, la dirigenza giallazzurra non programma altre entrate, mentre resta attiva sul fronte delle uscite per trovare una sistemazione a Kone, Gelli, Barcella, Koutsoupias e Cichero prima del gong finale.


