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100 anni di Fiorentina, Rui Costa: "Un'emozione per me. Torno poco perché mi dà nostalgia"
A margine del pranzo per la festa dei 100 della Fiorentina, Manuel Rui Costa ha dichiarato: "E' stata un'emozione per me - riporta Firenzeviola.it - non riesco a venire a Firenze e a vedere i miei compagni quanto vorrei, e questi incontri sono sempre belli, c'erano ragazzi che non vedevo da 25 anni, cioè da quando sono andato via. E' un onore essere qua. Questi colori, questo club e questa città rappresentano tanto per me, sono stati sette anni meravigliosi, ad un'età in cui come dico sempre sono arrivato bambino e sono andato via uomo perciò dico grazie alla città e al club per quello che mi hanno dato. L'emozione di tornare non passerà mai. Poi essere qua per il centenario della Fiorentina e vedere i miei compagni mi ha fatto un paicere enorme".
Ci parla dell'abbraccio con Commisso?
"L'ho abbracciato per ringraziarlo dell'invito perché quando uno smette di giocare è bello che venga riconosciuto per quello che ha fatto, dire il contrario sarebbe ipocrisia. Quindi essere ricordato da questo grande club per me è un orgoglio. E ringraziarli anche per la festa perché spesso i club fanno i compleanni senza ricordarsi di chi ha fatto la storia. Grazie per aver fatto la sala piena di giocatori, sia dei più noti che dei meno conosciuti, sia di chi ha giocato di più che di meno... Tutti sono voluti essere alla festa, perché è così che si fanno i club. E quindi ho voluto ringraziarlo non solo per l'invito a me anche di chi ha fatto la storia della Fiorentina".
C'è una foto con il trofeo in mano e tutti scrivono sotto il club la parola appartenenza, che ricordi ha?
"Sono già emozionato ad essere qui, mi emoziono ancora di più a parlare di quei tempi. Sono passati 25 anni ma sono stati giorni indimenticabili e dico la verità, mi sentivo molto della città per quello che mi dava ed alzare la coppa come capitano della Fiorentina è stato uno dei momenti più belli della mia carriera. Purtroppo l'ultima foto di un trofeo, sono orgoglioso ma non mi piace dire che sono stato l'ultimo. Dico ai dirigenti levatemi questo titolo di essere l'ultimo ad aver vinto una coppa. E' stato bello però rifare la foto con i miei ex compagni ma quello è stato l'ultimo anno a Firenze e poi è crollato tutto. Per questo non mi piace venire a Firenze. Continuo ad avere amici veri qui che mi chiedono perché non torno più. Un motivo sono gli impegni di lavoro, ma anche perché da una parte è molto bello tornare perché la sento mia ma mi dà anche tanta nostalgia. Per me era un tutt'uno, non sapevo se giocavo per la Fiorentina o per la città. Tutti sanno che ho giocato anche per il Milan e il Benfica e cosa rappresentano perché in una ci sono nato e nell'altra ho vinto anche la Champions e posso solo parlarne bene ma tutti sanno appunto che in queste due città ci sono due squadre mentre a Firenze non sapevo dove finisse la squadra e dove iniziasse la città".
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