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Addio a Stefano Marcelli: il giornalismo perde lo storico inviato della Rai
Il giornalismo toscano e italiano perde una delle sue voci più libere, autorevoli e coraggiose.
È scomparso all'età di 71 anni Stefano Marcelli, storico caporedattore della Tgr Rai Toscana e stimato inviato speciale.
A dare l'annuncio della sua scomparsa sono stati l'Associazione Stampa Toscana, l'Ordine dei giornalisti della Toscana e i colleghi della redazione Rai di Firenze. Lo stesso Marcelli, con la lucidità e l'ironia che lo hanno sempre contraddistinto, ha voluto congedarsi dal suo pubblico e dai suoi affetti con un ultimo, toccante messaggio su Facebook intitolato "Ciao a tutti", rivendicando con orgoglio la sua traiettoria di uomo e professionista libero.
Ciao a tutti
Oggi me ne sono andato
Sono arrivato alla fine di un bellissimo viaggio. Sono stato un uomo e professionista libero, un amico spero simpatico ed un padre e marito felice.
Per un ultimo saluto sarò alle Cappelle di Commiato domani venerdì dalle 14.00 -19.00 e sabato dalle 08.00 alle 11.00 , l' ora di un piccolo funerale.
Dalle inchieste locali ai teatri di guerra
La straordinaria avventura professionale di Stefano Marcelli inizia nel maggio del 1975, a soli vent'anni, nella redazione fiorentina del quotidiano Paese Sera. Fin dai suoi esordi dimostra un fiuto innato per la notizia e una profonda dedizione alla cronaca, nel corso degli anni contribuisce attivamente al panorama culturale e informativo regionale fondando e dirigendo la rivista Reeds e assumendo la direzione del telegiornale di Teleregione. Il grande salto avviene con l'ingresso in Rai. All'interno del servizio pubblico, Marcelli ricopre per anni la carica di caporedattore della sede della Toscana, diventando un punto di riferimento assoluto per la politica, la cronaca e la cultura del territorio. Ha raccontato con acume e precisione le vicende di Palazzo Vecchio fin dai tempi del sindaco Elio Gabbuggiani, analizzando i cambiamenti sociali e politici della regione. Tuttavia, la sua firma è rimasta impressa nella memoria collettiva soprattutto per il suo lavoro come inviato speciale. Marcelli ha documentato sul campo alcuni dei conflitti più complessi degli ultimi decenni, portando nelle case degli italiani la cruda realtà della guerra con reportage di altissimo valore civile e professionale.Il ricordo dei colleghi e delle istituzioniIl sindacato dei giornalisti e l'Odg toscano lo hanno ricordato come "un collega sincero, leale, custode dei valori della professione". Numerosi sono stati i messaggi di cordoglio giunti anche dal mondo politico e istituzionale, che ne hanno sottolineato la schiettezza, l'onestà intellettuale e la straordinaria capacità di non scendere mai a compromessi. Con la morte di Stefano Marcelli si chiude un capitolo importante del giornalismo d'inchiesta e di territorio, ma resta vivo il suo esempio per le future generazioni di cronisti.Altre notizie
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