Frosinone, Salvini: "Rammarico? La Mantia. Gori, Paganini e Altobelli invece li avrò sempre nel cuore"
Al festival Nazionale dello Sport Raccontato – va ribadito: organizzato con una cura dei dettagli perfetta dalle associazioni culturali ‘Tutti i colori del libro’ e ‘IndieGesta’ in piazza Santa Salome a Veroli – è stata la volta del responsabile dell’Area Tecnica del Frosinone, Ernesto Salvini.
La storia di questi 13 anni: il ragazzo che l’ha colpita di più? O il rammarico per un ragazzo che si è perso.
"Il rammarico più grande c’è per uno, Andrea La Mantia, che ha fatto fortuna altrove. Capitò in un contesto in cui era preferibile andasse a giocare altrove. Il rammarico è stato quello di non averlo seguito. Invece su tutti i miei tre ragazzi: parlo di Gori, Paganini e Altobelli. Rimarranno sempre nel cuore, furono i miei primi tre acquisti a Frosinone. Una testimonianza del lavoro che si è fatto, oltre alle loro indubbie doti".
La storia di Frabotta, ce la racconta?
"Era l’anno 2011-’12. Riuscimmo a far esordire 14 giocatori provenienti dal Settore giovanile. Ricordo un derby Frosinone-Latina dove ci presentammo falcidiati. Per questo fu una vittoria indimenticabile: la sublimazione del grande lavoro svolto nel Settore Giovanile. Affrontammo quella gara con otto-undicesimi di ragazzi provenienti dal Settore Giovanile. Tra quei ragazzi c’era anche Frabotta che probabilmente avrebbe potuto crearsi una carriera più che dignitosa ma preferì non seguire la linea tracciata per lui dalla Società ed andare per la sua strada".




