Notte fonda, bisogna ripartire ma senza dar colpa al solo capro espiatorio
Notte fonda per il Frosinone che anche con il Lecce è incappato nell'ennesima sconfitta. I giallazzurri non vincono in casa dallo scorso 5 dicembre e negli ultimi tre mesi hanno trovato il successo in sole tre circostanze (Reggiana, Entella e Cosenza). I numeri parlano chiaro, l'attacco non segna e la difesa raramente riesce a non subire gol. Parlare di semplice sfortuna sarebbe eresia, trovare un solo ed unico capro espiatorio però sarebbe riduttivo. Il Frosinone non funziona in tante cose e la colpa non è solo, ma anche, di mister Nesta. Se al tecnico vanno imputate diverse colpe come la mancanza del bel gioco e cosi via, va detto che i calciatori non vanno risparmiati nelle responsabilità di questa situazione. In campo infatti vanno i giocatori e analizzando le varie prestazioni dei giallazzurri a rotazione tutti gli elementi della rosa hanno commesso ingenuità costate care. Le responsabilità vanno condivise tra il tecnico, i calciatori e una società apparsa non in grado di prendere decisioni forti per dare una scossa al gruppo. Più che il mancato esonero del tecnico canarino, è difficile spiegare come mai in questi tre mesi il Frosinone non sia mai stato mandato nemmeno in ritiro. Senza dubbio non si ha la certezza che con un ritiro punitivo le cose sarebbero andate diversamente, ma allo stesso tempo avrebbe rappresentato un tentativo di rimettere le cose al giusto posto. Ad otto giornate dal termine il Frosinone ha l'obbligo di ripartire e conquistare punti fondamentali per mantenere la categoria, prima di poter poi eventualmente pensare ad altro. Bisogna ripartire ma senza un solo capro espiatorio, le responsabilità sono di tanti...


