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Marocco eroico, la Spagna scimmiotta se stessa e fa l'esatta fine del 2018: giro palla sterile e sconfitta ai rigori già agli ottavi!
martedì 6 dicembre 2022, 23:00News
di Andrea Pontone
per Tuttofrosinone.com

Marocco eroico, la Spagna scimmiotta se stessa e fa l'esatta fine del 2018: giro palla sterile e sconfitta ai rigori già agli ottavi!

Gli spagnoli hanno innovato il calcio all'inizio del ventunesimo secolo e sono stati incoronati dalla meritata vittoria del Mondiale nel 2010. Tre anni dopo, i primi segnali di avaria: umiliazione in finale di Confederations Cup contro il Brasile che sarebbe stato solo l'antipasto di una Coppa del Mondo traumatica, ovvero quella del 2014, con i campioni in carica che uscirono ai gironi. Si trattava, d'altro canto, di bandiere del calcio in età avanzata. La nuova generazione di spagnoli, invece, non è riuscita ad emergere, finendo invece per scimmiottare il "tiki-taka", con fraseggi orizzontali e mai pungenti. Non si può neanche dire che la Spagna cada, perché semplicemente in questi anni non si è mai elevata rispetto alla mediocrità. Non è possibile uscire da due Mondiali consecutivi per gli stessi, identici errori, a distanza di quattro anni e mezzo. Errare è umano, perseverare è diabolico: nel 2018, contro la Russia, uno snervante e sterile possesso palla (con gli avversari che lasciarono agli iberici la goffa intraprendenza di non combinare nulla) causò il pareggio nei 120' e la sconfitta ai rigori delle Furie Rosse. Stesso, identico copione in Qatar nel 2022: la Spagna non ha sbocchi, non ha idee offensive e allora perde tempo con continui tocchi orizzontali. Il Marocco si barrica all'indietro e ragiona in questo modo: se volete tenere la palla, fatelo. Tanto non combinerete nulla. E così va a finire! Nel finale entra Sarabia, che secondo Luis Enrique sa calciare bene i rigori: appena entra, scheggia un palo. Dopo un minuto, c'è il fischio dell'arbitro che decreta la lotteria dal dischetto. Sconcertante prendere atto del fatto che tutti gli spagnoli, Sarabia compreso, falliscano dagli undici metri la loro opportunità: perfino il capitano Busquets. Sarà per il fatto che dopo un possesso sterile, l'autostima, la creatività e quindi l'energia pulita degli iberici sia scesa sotto il livello del mare? Fatto sta che il Marocco si presenta diligente dagli undici metri e vince. Il rigore decisivo è trasformato da Hakimi, che si prende gioco di Unai Simon con un cucchiaio. Marocchini ai quarti, spagnoli a casa: è giusto così. Luis Enrique verso le dimissioni: è stata una parentesi incolore delle Furie Rosse, con una buona comunicazione e niente di più. Il problema della Spagna è culturale e va al di là dell'allenatore.