Genoa, De Rossi: "Per sabato c'è la giusta pressione. Dobbiamo muovere la classifica"
Il tecnico rossoblù ha presentato in conferenza stampa la sfida del "Ferraris" contro il Frosinone: "Bisogna iniziare a pedalare"
Che pressione c'è in vista della gara col Frosinone?
"La giusta pressione. Penso che sia giusto averne un pochino e non fare i finti tonti. Siamo a 0 punti, al di là del calendario che abbiamo avuto. Non è piacevole, non fa bene. Dobbiamo muoverci e muovere la classifica. Un pizzico di pressione serve, anche se poi siamo alla quarta di campionato. Da lì a tirare una linea per la salvezza finale ce ne passa. Comunque bisogna iniziare a pedalare anche dal punto di vista dei punti in classifica. Lo vogliamo fare davanti ai nostri tifosi. Sappiamo che abbiamo una partita difficile, checché se ne dica. Dire che da oggi inizia il nostro campionato e che da oggi vinceremo è facile. Sappiamo che affronteremo una squadra che sa giocare a calcio, che si riconosce e che da tanti mesi fa degli ottimi risultati continuando a farli anche in serie A. Massimo rispetto per il Frosinone”.
Quanto le mancano giocatori come Traorè o El Shaarawy?
"Per me la mancanza di qualità è sbagliato e anche ingeneroso. Tanti giocatori sono gli stessi dell’anno scorso. Premesso che El Shaarawy sarà un giocatore tanto importante per noi e che ci farà fare tanti punti. Idem Traoré se tornerà a un livello accettabile per lui e per noi. Credo che l’anno scorso abbiamo avuto un po’ più di facilità ad arrivare al tiro e al gol. Abbiamo levato un pochino di gol, di tiri in porta, di ultimi passaggi. È quello che dobbiamo ritrovare, magari attraverso altre trame e attraverso altre individualità rispetto a quelle che ci eravamo sognati o immaginati ad aprile o maggio. Non necessariamente siamo peggiorati. Non penso che questa sia una squadra debole e penso che alla lunga uscirà fuori e faremo magari anche più punti dell’anno scorso. Dobbiamo solo capire che dobbiamo arrivare in area per fare gol e farlo nella maniera più congeniale. Sta a me capire è qual sia la maniera migliore per mettere questi giocatori in condizione di andare al tiro. Se si cercavano giocatori con grande uno contro uno e non ce ne sono, ci si arriverà in un’altra maniera perché anche l'anno scorso non è che avessimo Robben e Ribery sulle fasce".
Che partita volete fare visto che probabilmente avrete più possesso palla?
"Abbiamo preparato la nostra partita. Sappiamo che il Frosinone è una squadra molto aggressiva, molto forte nei duelli. Il pallone te lo lasciano per venirtelo a strappare dai piedi. Quindi è vero che vogliamo precisione, ma neanche rischi in zone del campo pericolose. È una squadra aggressiva che viene forte sull’uomo. Dobbiamo essere molto precisi e dobbiamo avere lo stesso livello di intensità nel duello. Da quel punto di vista dobbiamo essere al nostro massimo per battere il Frosinone perché è una squadra fastidiosissima e organizzata. Anche con la palla a volte sono molto diretti, altre volte invece si aprono bene".
La festa a Boccadasse?
"Intanto ci tengo a ringraziare di nuovo tutti per quella dimostrazione e per il momento in cui è venuta. E' vero che siamo solo all’inizio del campionato, è vero che l’anno scorso abbiamo fatto molto bene, ma zero punti danno fastidio un po' a tutti quanti. La dimostrazione è stata forte, era una dimostrazione d’amore nei confronti del Genoa, non nei confronti nostri. Che non ci sia stato spazio per polemiche, per rimbrotti o rimproveri all’interno di quella manifestazione mi ha fatto tanto piacere. Non ci siamo imbucati alla festa, ma siamo stati invitati. Ho chiesto come funzionasse, visto che non lo sapevo, e mi hanno detto che gli altri anni a volte sono andati con il pullman tutta la squadra e mi sono dispiaciuto perché questa cosa non la puoi spiegare: la devi vedere con i tuoi occhi, la devi vivere sulla tua pelle e per me vale molto di più di quattro allenamenti, di quattro ore di video in cui io spiego quanto i tifosi sono bravi, carini e simpatici con noi. Anche quello che abbiamo vissuto dopo la partita con il Como sotto la Nord è stata una dimostrazione forte, ma l’altra sera è stato qualcosa di speciale per me che ho vissuto dimostrazioni d’affetto nella mia carriera. Questa è una piazza unica, lo dico sempre, fare e avere pochi punti mi disturba molto di più proprio per questo. Questa è una piazza che meriterebbe tante gioie in più".
Da qui fino alla pausa raccogliere più punti possibili?
"La pausa ci aiuterà, anche se poi facendo qualche calcolo e qualche previsione perderemo tanti giocatori, come succede sempre nelle squadre buone. È un buon segno, vuol dire che abbiamo tanti giocatori nazionali. Ci aiuterà a staccare e a lavorare. Faremo un’amichevole per dare minuti ai giocatori arrivati alla fine del cantiere e per vederli messi in varie posizioni. Però sì, da qui alla pausa bisogna fare punti assolutamente visto che poi devi stare sempre a rincorrere come l'anno scorso e non sempre la ciambella riesce col buco. Per me le squadre di quel lotto di papabili che rischiano la retrocessione quest’anno sono un pochino meglio rispetto all'anno scorso, anche se ora è molto presto per dare valutazioni. E' vero che alcuni giocatori sono arrivati un po’ in ritardo, ma El Shaarawy pensavo stesse molto peggio, Ehizibue pensavo stesse molto peggio, stiamo conoscendo Drameh, stiamo valutando anche i nostri giocatori che magari a inizio stagione, chi per il Mondiale, chi per un altro motivo, sono arrivati un po’ più sottotono rispetto all’altro anno. Penso purtroppo che questo valga un po’ per tutte le squadre, ma credo che a noi farà bene, farà bene la sosta e farebbe benissimo arrivarci con la qualificazione al prossimo turno di Coppa Italia e con sei punti".
Hai voglia di schierare El Shaarawy e Traoré?
"Non vedo l’ora di far giocare El Shaarawy, non vedo l’ora di far giocare Traoré, non vedo l’ora di far giocare Meichtry, non vedo l’ora di far giocare Wiafe. Dobbiamo cercare il momento in cui metterli, il momento giusto per loro. Fermo restando che Wiafe e Meichtry hanno già giocato, hanno giocato quasi sempre bene e secondo me saranno sempre di più della partita nel prossimo futuro. Per Stephan l’altro giorno lo stavo facendo entrare sul 3-1. Quando ho visto il 4-1, quindi una partita idealmente finita, l’ho fatto mettere seduto perché non voglio rischiare niente. Lui mi dice che sta bene e ovviamente il suo minutaggio è ristretto. Io continuo a sperare di non averne bisogno, magari dargli qualche minuto giusto per fargli assaporare il campo, ma secondo me allenarsi da soli e poi buttarsi dentro al gruppo all’improvviso non è mai una cosa eccezionale e a volte nasconde insidie invisibili. Però sta rispondendo molto bene. Quando giochiamo a campo piccolo fa un altro sport, è di un’altra categoria rispetto a tutti. Ovviamente il campo domenica non lo possiamo restringere, sarà grande e quindi c’è bisogno di uno che sia in condizione anche di fare avanti e indietro con le frecce che ha il Frosinone”.
Come sta Havel?
"Credo che sia meglio che ne parli il dottore perché credo che dovrà stare fermo un altro po’ di tempo. Non tantissimo. Credo che dovrà andare a mettere a posto un discorso vecchio che ha sulla caviglia ma meglio che ne parli il dottore per far arrivare le notizie giuste. Oggi me l’hanno spiegato un pochino. Comunque Havel non sarà dei nostri e rivedrà quello che deve rivedere durante la sosta. Averlo a mezzo servizio secondo me non ha senso".
Alvini?
"Ho avuto il modulo di conoscerlo a Coverciano, era lì a fare il master mentre io facevo il corso UEFA Pro. Ci ha fatto una lezione molto interessante dove ci ha parlato soprattutto della sua carriera, della sua rincorsa all’esplosione che era avvenuta a Cremona. E' stata importante per renderci conto di quanto un allenatore così brillante che stava ottenendo questi risultati così brillanti quanti intoppi abbia trovato e quante volte si sia rialzato. Ho grande stima per chi parte dal basso. Ovviamente io ho un percorso diverso. Lavorare per preparare la partita contro di lui è difficile. I loro movimenti vanno attenzionati molto più di squadra”.
Il mercato è stato criticato.
"Dare 3 al mercato del Genoa non è onesto intellettualmente. Noi abbiamo voglia di fare bene per tutti i motivi che abbiamo parlato prima. Perché so come funzionano le cose quando i risultati non arrivano. Per i tifosi come avevo detto, per tutti quanti noi perché penso ce lo meritiamo. Il mercato ci ha portato una squadra un po' diversa da quella che avevamo immaginato o che avevo immaginato, che non è detto che sarebbe stata una squadra che adesso avrebbe avuto 9 punti. Anzi, non lo penso. Avevamo immaginato qualcosa di diverso, ma più la guardo allenarsi e più secondo me questa è una squadra buona. E' una squadra che quando entrerà a regime farà punti. Purtroppo quando prendi i giocatori all’ultimo giorno, qualche svincolato, qualcuno un po’ acciaccato, devi sperare che entrino in regime più presto possibile. È una squadra che farà punti, perché poi è una squadra che in casa il gioco lo fa, le partite le vince. Non è detto che si debba sempre perdere 4-1 contro le squadre più forti di te e questo è un messaggio che è un po’ diverso da quello che io ho espresso dopo la partita con il Como. È una squadra che ha valori, un po’ diversa da quella che mi aspettavo, forse siamo un po’ tanti. Quando ero arrivato eravamo mille e ho cercato di sfoltire la rosa, forse alla fine siamo rimasti un po’ in tanti ed è un po’ complicato lavorare perché comunque qualcuno lo devi adattare e metterlo fuori rosa e qualcuno lo devi mettere un attimo fuori dal campo e aspettare. Non puoi giocare 12 contro 12. Quindi quelle sono le piccole difficoltà ma dare come voto 3 a questo mercato qui secondo me è disonesto intellettualmente. Poi dopo ci stanno i disonesti intellettualmente, ci sta chi è contro la società, chi è a favore della società, chi è con l’allenatore, chi è contro l’allenatore. Insomma vengo da un posto che è molto simile a questo, sappiamo che ci sono schieramenti, antipatie, simpatie e cordate politiche-sportive. A me questo non interessa. A me interessa che i miei giocatori sappiano che gli voglio bene, che li stimo e che credano quando gli dico che siamo una squadra buona. Quello che avevo in testa non è detto che sarebbe stato un progetto vincente, avevo voglia di fare qualcosa di un po’ diverso che farò prima o poi, ma non è detto che quello lì ci avrebbe fatto fare sfracelli subito all’inizio di campionato".
Sei contento di Baldanzi o ti aspettavi qualcosa in più?
"Sono contento di Baldanzi come sono contento degli altri, credo che abbiamo vissuto delle partite in cui sono state fatte delle cose fatte bene e altre fatte meno bene. Se riuscissimo a migliorare la nostra circolazione palla, la nostra pericolosità soprattutto sugli esterni, allargheremo un po’ i loro difensori, mettendo un po’ più paura sugli esterni e quindi ci sarà un po’ più spazio centralmente. Per essere pericoloso centralmente li devi aprire, per essere pericoloso sulle fasce li devi far stringere. Quindi quella è la lettura che stiamo cercando di avere, fermo restando che dobbiamo averla mentre facciamo punti. L'obiettivo primario è il Genoa, sono i punti del Genoa, la classifica e secondo me con un po’ di punti in classifica in più ci sarà anche modo di adottare delle soluzioni un po’ diverse“.
Osmajic?
"Interpreta il calcio come piace a me, va forte, sorride con tutti, ha già legato con i suoi compagni e mi sembra abbia legato anche con la tifoseria che lo apprezza particolarmente. E poi va forte. Qui ho letto per tutta l’estate di attaccanti da 20 gol, ma chi mi garantisce 20 gol? Io ho voluto fortemente degli attaccanti quest’estate e li sto guardando, per me non faranno 20 gol da altre parti. Non li farà neanche lui, ma secondo me ci farà vincere tante partite con il suo istinto, con la sua prepotenza fisica, con la sua capacità sottoporta. Ha un’intensità diversa da tutti e per questo a me piace, per questo penso che sia stato un ottimo acquisto, soprattutto a quelle cifre. Ovviamente non è più un bambino, ma è un giocatore da performance che tu metti dentro ad una squadra e per quello che gli chiede questo allenatore, cioè io, è perfetto come interpreta lui il suo ruolo. È un giocatore da Genoa? Sì, sì, ho detto che è un giocatore da anni 90, ma giocatore da Genoa vale lo stesso. È quel tipo di atteggiamento lì, quel tipo di rabbia lì, quel tipo di attacco alla profondità o alla porta che piace a me quando vedo gli attaccanti".
Essere in tanti non può essere un vantaggio?
"Per me no (ride, ndr). Io non amo le rose costruite con tanti giocatori. Avere tante caratteristiche diverse è un grandissimo vantaggio. Per esempio avere tanti giocatori delle stesse posizioni, abbiamo per esempio tantissimi esterni e con caratteristiche anche un po’ simili, quello secondo me non è mai un vantaggio. Soprattutto perché qualcuno si può sentire fuori dalla titolarità che tu devi tra virgolette 'promettere' a tutti quanti in base agli allenamenti. Poi dopo sanno benissimo che non è così, quindi magari qualcuno lo fai allenare braccetto perché ne hai uno in meno, qualcuno lo metti sotto punta. Ti adatti un pochino. Anche per esempio lo stesso Meichtry è uno che secondo me può fare il quinto con quelle caratteristiche offensive che piacciono a me. Ha gamba, ha spunto, è uno che dribbla, che porta la palla verso l’interno e tira. Ma provare lui quinto vuol dire lasciare fuori i due che lo fanno come ruolo naturale. Quindi sarebbe un po’ antipatico. Secondo me è meglio avere qualche giocatore in meno e puntare su qualche giocatore della Primavera perché poi escono fuori i giocatori interessanti. Wiafe era un ragazzo che sembrava di passaggio qui da noi e quando è andato via Masini abbiamo detto ‘aspettiamo a prendere un altro così tanto per prenderlo’. Perché questo quando lo butti dentro va a 2000 all'ora. E se deve fare la partita che faceva Patrizio, con meno esperienza e con meno conoscenza del gioco, la può fare".
Sabato c’è qualcosa che non vorrebbe vedere dai suoi giocatori?
"Abbiamo parlato della partita. Ci sono un paio di cose che posso desiderare di non volere vedere, ma il Frosinone è una squadra che aggredisce forte e che viene forte sul duello. Possiamo parlare di rotazioni, possiamo parlare di insegnamenti, possiamo parlare di formazioni ma da quel punto di vista non possiamo mancare. Non possiamo avere un centimetro sotto di livello, di intensità, di rabbia, di duelli, di tensione sulle seconde palle rispetto al Frosinone perché sarebbe molto grave. Anche se loro hanno caratteristiche ben precise, sarebbe un gran peccato perché vuol dire che non abbiamo capito la situazione e la classifica. Noi sappiamo che questo grande amore di cui abbiamo parlato tante volte è meraviglioso, ma se dovessero andare male inizialmente le cose possiamo immaginare che potrebbe cambiare. Qualche mugugno, qualche borbotto. Le piazze con tanto amore si rigirano facilmente contro, non lo scopro io. Non mi piacerebbe vedere una squadra che si impaurisce attraverso il malumore che ci può essere allo stadio se dovessimo non iniziare bene. Potremmo avere più difficoltà a sbloccare la partita e dovremmo mantenere grande calma".
Chi ha giocato il mondiale può pagare qualcosa?
"Ci può stare, anche se poi loro nella pausa faranno uno 100.000 km e l’altro 50.000. Un mio vecchio allenatore mi diceva sempre: 'Vuoi andare in nazionale, cantare l’inno, ti piace vestire la maglia azzurra? Questo vuol dire che tu hai qualcosa in più degli altri e devi comunque mantenere quel livello lì'. Fermo restando che all’inizio forse si pagano un pochino quei giorni di riposo in meno che hanno avuto invece gli altri. Però è così anche per le altre squadre. Non credo forse che il Frosinone ne abbia avuti tantissimi, ma è così. La sosta da questo punto di vista non aiuta troppo perché questi giocatori, mentre gli altri avranno dei giorni liberi, dovranno recuperare di settimana in settimana. Quando gli altri avranno un giorno libero a loro ne daremo due, cercando di dargli un po’ di stacco meritato. Non credo che stiano facendo particolarmente male ma ci sta, c’era un momento in cui sembravano veramente insuperabili, la stanchezza si può far sentire. Qui parlo da ex calciatore a volte ci vuole un po’ di più per rientrare in condizione, fermo restando che di venti squadre tre giocatori al mondiale ce l’hanno avuti in tanti. Quindi non dobbiamo sentirci brutti anatroccoli ma ritenerci fortunati, abbiamo la fortuna di avere dei giocatori titolari che hanno fatto la loro esperienza mondiale".
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