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Lega B, il bilancio di Balata: "Tanti problemi, ma è stata garantita la regolarità del campionato"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di TuttoSalernitana.com
lunedì 07 giugno 2021 11:49Serie B
di Tommaso Maschio
fonte ufficio stampa Lega B

Lega B, il bilancio di Balata: "Tanti problemi, ma è stata garantita la regolarità del campionato"

Il presidente della Lega B Mauro Balata nel corso dell'ultima puntata di B Magazine ha tracciato un bilancio sulla stagione appena conclusa per poi parlare del futuro: "È stata una stagione lunga, iniziata in modo già difficile perché avevamo la consapevolezza che questa pandemia ci avrebbe accompagnato per tutto il campionato. Siamo riusciti a portare a termine il torneo, l’abbiamo fatto nel migliore dei modi, assistendo anche a un gioco spettacolare e con playoff molto emozionanti con anche un alto gradimento in termini di audience e di pubblico (la finale di ritorno su Raidue è stata vista da 1milione e 100mila spettatori con punte di share al 7%). Naturalmente è stata una stagione con tanti problemi che abbiamo dovuto affrontare, ma siamo riusciti a garantire la regolarità della nostra competizione nonostante si siano presentate problematiche di natura giuridica estranee alla nostra capacità di intervento e di controllo".

Qualche accorgimento per favorire l’iscrizione ai campionati?
"La crisi conseguita alla pandemia ha intaccato tutto il tessuto economico del Paese non solo del calcio. Ci vorrà del tempo per riprendere i numeri pre pandemici e anche il calcio che è un’economia importante deve essere in qualche modo aiutata in una fase così difficile. Nel momento in cui il legislatore adotta provvedimenti a supporto deve avere ben presente che si tratta di realtà imprenditoriali ed economiche importanti del Paese che non si esauriscono solamente nell’ambito calcistico ma si riferiscono a un intero territorio, al cosiddetto indotto. Dobbiamo scindere due cose, ci sono situazioni strutturali che interessano alcuni settori del calcio che sono precedenti alla fase pandemica, e forse lì bisognerebbe fare una riflessione ulteriore, in questo momento però si sta venendo incontro alle problematiche e ai danni dovuti ai mancati introiti da pubblico e da sponsor. Sul prima tema è necessario predisporre un sistema che nel corso di due, tre stagioni sia capace di mantenere al suo interno le realtà sane aiutando anche tutte quelle società che hanno difficoltà a strutturarsi in modo virtuoso. Ad esempio in Lega B stiamo facendo riflessioni per promuovere un percorso di patrimonializzazione, cioè fare in modo che i club abbiano valori economici al proprio interno e non siano depositari di valori economici altrui".

Il calcio come economia del Paese?
"Io credo che il calcio vada catalogato secondo due visioni differenti, una del calcio sociale che è anche economico che attiene al livello professionistico e un altro del sociale puro. Io penso che molte volte ci sia confusione nel risolvere anche legislativamente i nostri problemi e a distinguere i due ambiti. Nel caso del livello imprenditoriale non si deve solo tutelare i posti interni al calcio ma anche quelli di migliaia di persone che lavorano anche per i club, appunto l’indotto. Quando dico questo lo dico perché alcuni provvedimenti statali, ma anche quelli normativi del sistema calcio, dovrebbero tenere conto di questo. Oggi non si può prescindere da questa riflessione.

Sull’accordo separazione delle leghe e distribuzione delle risorse e sulla vocazione della Serie B di produrre talenti senza la garanzia che questo percorso poi venga concluso, spesso, in Serie A?
"Il meccanismo di distribuzione delle risorse è regolato dall’accordo del 2009, e nonostante negli anni quanto distribuito fosse diverso da quello pattuito in quell’accordo la situazione è stata dimenticata per anni. Noi abbiamo sollevato la questione con l’idea però di farlo non in maniera bellicosa ma in maniera propositiva. Se i livelli di distribuzioni del resto dell’Europa hanno consistenze e percentuali diverse, che arrivano fino al 20% (in Italia il 6) e consentono a un sistema di crescere anche a livello economico forse è il caso di metterci la testa e capire perché altrove avviene questo. E arriviamo ai giovani, è vero che noi siamo la palestra dei giovani in Italia e abbiamo il minutaggio di Under superiore rispetto a tutte le altre seconde categorie europee, così come rileviamo che nell’Under 21 abbiamo 13 ragazzi della B ma anche quest’anno non sappiano se questi atleti che sono straordinari saranno considerati e se troveranno spazio in A. Questo non significa che anche noi non vogliamo crescere e anzi il mercato ci riconosce di averlo fatto come dimostra l’incremento storico di introiti da diritti tv 2021-2024, che testimonia come il prodotto Serie B piaccia e venga considerato un sistema stabile".

Tema riforme.
"Accelerare sulla riforma dei campionati e sulla riforma della governance federale dove c’è una distribuzione di pesi politici e di consiglieri di amministrazione del calcio che non è più attuale e non più in linea con le evidenze moderne: la Lega B conta il 5% e ha un solo rappresentante penso che la Serie B nel sistema calcio nazionale conti più del 5%".

Novità per la prossima stagione di Serie B?
"Spazio alla Goal line Camera che permetterà di decidere non solo sul gol-non gol ma anche sul fuorigioco e sui falli in area, una nuova tecnologia che abbiamo subito cercato e ottenuto, e che va a integrare il Var che sin dal giorno dopo il mio insediamento ho voluto fortemente in quanto sapevo che tutti i secondi livelli calcistici europei stavano andando in questa direzione: se avessimo ritardato l’utilizzo avremmo avuto un prodotto Serie B depauperato nel suo valore".
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