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Genoa, De Rossi: "Abbiamo bisogno di punti. Farli allo Stadium sarebbe un orgoglio"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 13:55Serie A
di Andrea Piras
fonte dal centro sportivo "Gianluca Signorini", Genova

Genoa, De Rossi: "Abbiamo bisogno di punti. Farli allo Stadium sarebbe un orgoglio"

13.05 - Riparte il cammino del Genoa in campionato. Dopo la pausa per le Nazionali, la formazione rossoblù scenderà in campo a Torino contro la Juventus. In vista della gara dell'Allianz Stadium di lunedì sera, il tecnico Daniele De Rossi interverrà in conferenza stampa dal centro sportivo "Signorini" di Pegli. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com. 13.40 - Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi. Si torna a giocare dopo la pausa. Come hai vissuto queste due settimane? "La delusione va smaltita. Non è la prima volta che raccogliamo meno punti di quelli che avremmo meritato. Sono cose che non si possono cambiare, va fatta un’analisi onesta e lucida della partita e non si può non essere soddisfatti della prestazione dei ragazzi. Sono fiducioso, ti fai delle domande in più, se vai sulla strada giusta o se stai toccando i tasti giusti. La cosa buone è che i ragazzi che sono rimasti si sono allenati seriamente e con intensità. Sono contento dei nazionali che sono rientrati belli svegli e ludici. Sappiamo che il nostro obiettivo è lontano e giochiamo contro una squadra molto forte". Come stanno Norton-Cuffy e Baldanzi? "Brooke non sarà della partita. Non siamo preoccupati per un infortunio grave ma ha avuto un piccolo infortunio alla fine dell’allenamento in Nazionale. Non è una cosa grave ma è grave non averlo a disposizione. Tommaso si è allenato, l’ho visto bene. In questi allenamenti l’ho visto un po’ meno elastico e brillantemente. Poi invece si è allenato bene. Può partire dal primo minuto come iniziare dalla panchina". Che effetto ti fa ritrovare Spalletti da avversario? "E’ un allenatore e una persona per me importante. Faccio fatica a vederlo come mio ex allenatore. Lo inquadro nella sfera non professionale della mia vita ma personale. E’ una persona che vedo amica, lo reputo calcisticamente fenomenale. Abbiamo giocato tanto insieme, ci siamo dati tanto insieme a vicenda. Sono stati gli anni più belli della mia carriera. Sono successe tante cose dentro e fuori dal campo e l'ho sempre avuto accanto a casa e in campo. Ci siamo scornati, scontrati, risposti ci siamo abbracciati. Abbiamo vissuto un bel periodo insieme e continuiamo ad essere vicini e legati come tutti di quella Roma lì. Ci siamo fatti gli auguri di buona Pasqua, io gli ho fatto gli auguri per Pasquetta (sorride ndr)". Spalletti su di te ha detto che gli ricordi molto Mazzone. "Se faccio gol vado sotto la curva della Juve (ride ndr). No, scherzo. Ho avuto la fortuna di esordire come raccattapalle e una persona che trascina lo stadio. E’ un onore questo paragone. Uno lo ricorda così romano ed esuberante ma chi ce l’ha avuto, uno su tutti Pirlo o Guardiola, ne parlano con grande stima e dicono sia un allenatore votato al futuro. E' un complimento essere paragonato a Mazzone". Avete battuto la Roma come big, ci siete andati vicino col Milan. Avete sempre dato la dimostrazione di giocarvela con le big. "Noi qui non siamo alla ricerca di sfizi ma di punti. Anche in casa mi ricordo che all'andata credo che il Genoa abbia perso 1-0 su corner. Genova è stato un campo ostico. Noi abbiamo bisogno di punti, farli allo Juventus Stadium sarebbe anche motivo di orgoglio ma noi abbiamo bisogno di punti, voglio salvare questa squadra. A me non piacciono le scalette, dobbiamo cercare di fare più punti possibili e farli ovunque. Ma in questo campionato si perdono partite che sulla carta sono scontate". TMW - Cosa non deve mancare lunedì allo Stadium? "Penso che si possano preparare diverse con strategie diverse ma i crismi che non devono cambiare devono essere: coraggio, sapere aggredire gli avversari quando hanno la palla e difendere la propria area gestendo il possesso palla. Penso siano le cose che cercano gli allenatori e credo che ogni partita abbia delle scorciatoie per raggiungere il risultato. Poi si può preparare una partita in una modo più verticale, con più palleggio o in modo più spregiudicato". In settimana i giovani del Genoa hanno fatto molto bene. In generale manca coraggio? "Può essere tutto ma andremo a generalizzare e banalizzare il concetto se parlassimo solo di coraggio. Ogni giocatore ha il suo percorso. Abbiamo mandato a giocare Fini e Venturino ma tenuto e difeso da diverse offerte Ekhator. Alla Roma ho combattuto per tenere Pisilli e ora è in Nazionale A. Non credo si tratti solo di coraggio ma alzare un livello. Sono situazioni, modi di giocare, Lorenzo deve adattarsi a fare il quinto. Ma penso che il vero coraggio sia a giugno, si parte da 0-0 e il destino ci dirà se il coraggio ha pagato. Quando subentri devi mettere a posto tante cose, il coraggio lo dimostreremo quando andremo a ricostruire il Genoa dando dei posti importanti ai giovani". Cosa si aspetta tatticamente dalla Juventus? E quali possono essere le vostre contromisure? "La Juve è una squadra di qualità come la Roma, con giocatori forti ma forse un po’ più camaleontica quando ha il pallone fra i piedi. Sicuramente ha grande palleggio e tante opzioni. Ci stiamo preparando un paio di alternative, siamo abbastanza pronti ad affrontare tutti i tipi di Juve che possiamo trovarci di fronte anche se poi non si è mai pronti ad affrontare giocatori forti come quelli della Juve. Testa alta senza difenderci in area perché è lì dove i loro giocatori tirano fuori il massimo della loro qualità". Questa lunghissima sosta psicologicamente può aver influito? "Personalmente mi piace staccare subito, a prescindere dal risultato. Non mi piace fare così tanti allenamenti quando la partita è così lontana. La sosta è stata produttiva. Abbiamo staccato e lavato via il fastidio di quella partita che avremmo meritato di vincere. Abbiamo lavorato bene, a volte il riposo e staccare anche con la testa è uno degli allenamenti migliori che si possano fare". L'Italia è fuori dal Mondiale ancora una volta. Hai ricevuto una chiamata? "Non mi aspettavo questa domanda, pensavo volessi un programma del calcio italiano (ride ndr). Mi ero preparato per non rispondere. Credo che si stia un po’ parlando troppo e chiunque: dall’ex giocatore ai giornalisti, al macellaio e al pizzicagnolo. Mi preoccupo della salvezza del Genoa e credo che aggiungere parole su parola a tutto questo minestrone di chiacchiere non sia così importante. Rimango col dispiacere di aver visto tanti miei amici distrutti e tanti giocatori che ho allevato come compagni di squadra. Rimango co questo dispiacere e non mi metto a fare tante chiacchiere". 13.55 - Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.