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Denis: "Palladino non ha raggiunto gli obiettivi, la Dea ha fatto le sue valutazioni"
Oggi alle 17:18Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Denis: "Palladino non ha raggiunto gli obiettivi, la Dea ha fatto le sue valutazioni"

L'ex bomber di Napoli e Atalanta si racconta: dal futuro dei suoi ex club all'aneddoto che lo ha fatto diventare celebre, la telefonata di Maradona che quasi mandò a monte tutto

Voce autorevole, quella di German Denis: l'ex attaccante che ha scritto pagine importanti della sua carriera sia a Napoli che all'Atalanta conosce dall'interno le dinamiche di entrambi i club e non si nasconde quando si tratta di parlare chiaro. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il «Tanque» ha spaziato dal futuro di Antonio Conte in azzurro alla separazione tra la Dea e Raffaele Palladino, fino a un aneddoto personale che ancora oggi fa sorridere — e tremare — a pensarci.

CONTE E IL NAPOLI - Il bilancio stagionale del Napoli, secondo Denis, è positivo ma con qualche rimpianto: «Ha fatto un'ottima stagione, poteva fare meglio, ma ci sono stati tanti infortuni». La Champions è stata centrata, e questo pesa. «Con tutta la rosa avrebbero potuto lottare per obiettivi ancora più ambiziosi». Sul futuro di Conte, Denis si augura la continuità, ma non si fa illusioni: «Si parla tanto anche di Nazionale... Ha dato al tifoso napoletano la speranza di raggiungere obiettivi che quest'anno non sono comunque stati raggiunti». Una valutazione onesta, senza sconti, da chi il tifo napoletano lo ha vissuto sulla propria pelle.

PALLADINO E LA DEA - Capitolo Atalanta: Denis aveva creduto nella scelta di Palladino, e spiega perché. «Era quello che più assomigliava a Gian Piero Gasperini, la Dea aveva forse bisogno di questo». Ma i risultati, evidentemente, non hanno convinto la società: «Probabilmente si saranno resi conto che non ha raggiunto gli obiettivi richiesti». Poche parole, chirurgiche. La *New Balance Arena* merita ambizioni alte, e quando i traguardi non arrivano, le valutazioni cambiano.

LA TELEFONATA CHE QUASI MANDÒ TUTTO A MONTE - Ma è l'aneddoto personale a rubare la scena. Denis era appena arrivato a Napoli quando squillò il telefono: dall'altra parte c'era Diego Armando Maradona, all'epoca commissario tecnico dell'Argentina. «Non ci credevo — racconta — e misi giù». Il Diez richiamò, e Denis poté solo chiedere scusa: «Volevo mangiarmi le mani». Quella chiamata, però, si trasformò in una bella esperienza, anche se l'accoglienza in Nazionale non fu delle più calorose: «Quando arrivai mi prendevano tutti in giro». Il calcio sa essere crudele, prima di diventare generoso.

LA CORSA CHAMPIONS SECONDO DENIS - Sulle ultime due giornate e la lotta per l'Europa che conta, l'ex bomber non ha dubbi su chi fare il tifo: «Sono un pro-Gasperini, mi auguro possa farcela». La Roma gli ha fatto un'ottima impressione: «Ha rimontato una partita difficilissima con la voglia di arrivare all'obiettivo, fino all'ultimo minuto di ogni partita non si saprà». Il Milan, invece, non lo convince: «Non sta giocando benissimo, lo vedo in crisi». Un quadro sincero, da chi il grande calcio lo ha vissuto da protagonista e ora lo osserva con gli occhi di chi sa ancora riconoscere fame e debolezza.

Centottanta minuti alla fine. E German Denis, come ogni vero uomo di calcio, è già proiettato sul finale di stagione — con la speranza che il suo Gasperini ce la faccia davvero.

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