Verona-Empoli 1-4, le pagelle dei gialloblù: al Bentegodi è notte fonda per tutti
Montipò 5 Subisce altre quattro reti - due sono autogol - dove non può fare molto ma avrebbe potuto sicuramente fare qualcosa in più;
Tchatchoua 5 Mette a referto solo la percussione con la quale serve a Tengstedt la palla dell'1-3. Nella ripresa prova a spingere ma produce solo qualche innocuo cross;
Magnani 4 In costante affanno in ogni situazione, alla guida di un difesa che, sicuramente poco protetta, fa acqua da tutte le parti;
Dawidowicz 4 Da un suo errato disimpegno nasce la seconda rete toscana. Prestazione "horror" che ha purtroppo ricordato il primo tempo con l'Inter;
Bradaric 4 Da una sua palla persa prende origine il primo gol empolese. Conferma i suoi evidenti limiti difensivi, esce dopo poco più di mezz'ora di gioco (dal 33' p.t Ghilardi 5 non riesce ad entrare in partita e affonda nel grigiore generale);
Belahyane 4,5 Da quando hanno iniziato a circolare voci di mercato sul suo conto ha mostrato un crollo verticale che sembra per ora non trovare fine;
Dani Silva 4 Sempre spalle alla porta, giocate scolastiche e zero idee (dal 15' s.t. Kastanos 5 con il risultato quasi in archivio, il suo ingresso non produce effetto alcuno);
Suslov 4 Nervoso e inconcludente. Il fantasma del giocatore ammirato la scorsa stagione (dal 15' s.t. Mosquera 5 sfiora la rete con un destro da sottomisura ma poco dopo conferma i suoi limiti tecnici quando da quasi analoga posizione spedisce a distanze siderali dalla porta);
Livramento 4 Dopo la disarmante prestazione di Cagliari, Zanetti gli concede inaspettatamente un'altra possibilità. Tempo sprecato (dal 1' s.t. Harroui 5 porta un pizzico di vivacità ma senza combinare granchè);
Lazovic 5 Soverchiato dal ritmo avversario, lavora in costante apnea;
Tengstedt 5,5 ha il solo merito di segnare il gol che regala la momentanea sensazione di riaprire la partita, subito soffocata da Colombo (dal 35' s.t. Sarr s.v.);
Zanetti 4 Doveva essere la partita del riscatto e invece la squadra si scioglie come neve al sole. Mancano gioco, idee, determinazione e identità. La sua avventura sulla panchina gialloblù è molto vicina ai titoli di coda.


