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"Il calcio è uno spettacolo, la salute no". Non basta giocare di sera solo sui campi sinteticiTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 08:04Serie B
di Claudia Marrone

"Il calcio è uno spettacolo, la salute no". Non basta giocare di sera solo sui campi sintetici

La Lega B ha variato l'orario di Avellino-Palermo, ma per evitare tragedie serve una riflessione più ampia che va oltre un campo sintetico
Come molto spesso accade, serviva sfiorare una tragedia per prendere provvedimenti su una situazione che già all'apparenza era illogica, perché, con le temperature attuali, è evidente che non si possa far giocare una partita di calcio alle ore 15.00. Ma solo dopo il malore del difensore Rosen Bozhinov in Juve Stabia-Pisa si è deciso di intervenire, anche se solo parzialmente: fino a che il caldo torrido farà da padrone, almeno sui campi in sintetico (come il 'Menti' di Castellammare di Stabia) non si giocherà nel primo pomeriggio.

Il calore "infiamma" l'erba finta, che tocca temperature più altre dell'erba vera.

Essendo di materiale plastico, un terreno sintetico assorbe molto di più l'energia del sole, e chiaramente, non essendo vero, è privo dell'umidità che consente a una pianta via di compiere il ciclo dell'acqua; ecco dunque che soprattutto in giornate roventi, un terreno sintetico può toccare temperature anche ben oltre i 30 gradi (arrivando sino a 60). Quale è stata dunque la soluzione? Cambiare l'orario ai match che si giocano su un terreno finto, almeno fino a quando non caleranno le temperature; per il prossimo turno di Serie B, slitta il via di Avellino-Palermo, posticipato di... poco più di due ore. Dalle ore 15.00 alle 17.15.

Risolto dunque il problema?

No. E a confermarlo è anche l'illustre parere del medico e divulgatore scientifico Matteo Bassetti, che sul proprio profilo X non ha sottolineato tanto la questione del campo sintetico, quanto quella di un cambiamento climatico che mette a rischio la salute di tutti (non solo dei giocatori) se si va in campo a orari che un tempo potevano anche esser consoni ma ora sono proibitivi. Bassetti ricorda poi che i calciatori non sono macchine, e di chiede quanto debba essere alto il rischio prima che si intervenga seriamente. Una domanda che in tanti si fanno. Perché, come dice il dottore, "il calcio è uno spettacolo. La salute non lo è".

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