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Aveva ragione Ancelotti: la rosa di questo Napoli era da corsa Scudetto

Aveva ragione Ancelotti: la rosa di questo Napoli era da corsa ScudettoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 08 luglio 2020 23:15Il corsivo
di Raimondo De Magistris

Dopo la vittoria contro il Genoa il Napoli ha subito rimarcato che, dopo dodici giornate, quella partenopea è la seconda miglior squadra del girone di ritorno, alle spalle della sola Atalanta. Una statistica che lascia il tempo che trova perché è la continuità la chiave per la vittoria dello Scudetto, ma che getta luce e alimenta rimpianti su un campionato a conti fatti fallimentare dato che le prospettive e gli obiettivi, lo scorso agosto, erano profondamente diversi.
Lo scorso 2 settembre, appena chiusa la campagna trasferimenti, Carlo Ancelotti disse che con la squadra a disposizione il Napoli doveva lottare per il titolo: "La squadra è più forte di quella dello scorso anno. E' stato fatto un mercato oneroso e di buona fattura. Certi interventi andavano fatti, gli obiettivi sono stati raggiunti e abbiamo la qualità per lottare e per provare a vincere lo Scudetto".

Tutti poi sappiamo come è andata a finire. Nei quattro mesi successivi, il Napoli ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare a eccezione del girone di Champions League. Una squadra che non seguiva più le direttive del suo allenatore, tanti singoli che hanno pensato più all'ammutinamento che alle partite e che, di conseguenza, si sono trovati ben presto non solo fuori dalla lotta Scudetto, ma anche fuori dalla lotta Champions League. Risultati negativi che hanno spinto De Laurentiis a dicembre a voltare pagina, a dare il benservito ad Ancelotti e a scegliere Gattuso come nuovo allenatore.

Con Rino, il Napoli è tornato a viaggiare su ritmi importanti dopo un mese e mezzo necessario per ripristinare il 4-3-3 e riassettarsi. Con Rino, il Napoli ha provato a tornare in corsa per il quarto posto ma era ormai troppo tardi, anche perché davanti una certa Atalanta è l'unica squadra che fin qui ha fatto meglio dei partenopei nel girone di ritorno.
Eppure, a distanza di dieci mesi risuonano con uno strano eco le parole di Ancelotti: perché poche squadre in Italia, forse solo la Juve, possono permettersi in questo momento di far entrare a gara in corso giocatori come Lozano, Milik, Allan e Zielinski e di lasciare in panchina Callejon e Di Lorenzo. Poche squadre in Serie A possono disporre di una rosa così profonda, da far invidia a Lazio e Inter. Almeno 18 titolari per una squadra che nel 2020 s'è riscoperta competitiva e che quest'anno - con una Juventus che non corre alla velocità di un anno fa - avrebbe potuto dire la sua anche per le primissime posizioni. Ma che ora può solo progettare il futuro, prepararsi al match col Barcellona e vivere di rimpianti. Perché fino a dicembre ha sbagliato tutto ciò che poteva.

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