L'Inter deve ripartire dai propri giovani: il progetto partito già quest'anno
Dopo la delusione della scorsa stagione, l’Inter ha saputo rialzarsi ripartendo da sé stessa. Da Cristian Chivu, da un uomo cresciuto nel mondo nerazzurro, passato dal settore giovanile fino alla panchina di San Siro. Una scelta simbolica ma anche profondamente strategica, figlia della nuova linea imposta dalla proprietà Oaktree. L’epoca dei grandi investimenti stile Lukaku sembra ormai lontana. Oggi l’Inter vuole costruire in maniera diversa: sostenibilità, valorizzazione interna e giovani pronti a crescere dentro il club. Non è un caso che proprio nell’anno della nascita dell’Inter Under 23 si sia deciso di affidare la prima squadra a un allenatore formato ad Appiano.
Dietro Chivu c’è infatti un lavoro iniziato anni fa nel vivaio. Un percorso che ha permesso all’Inter di ritrovarsi un tecnico preparato ad affrontare non solo la Serie A, ma anche la pressione costante della panchina nerazzurra. Il suo impatto è stato positivo, eccezion fatta per l’eliminazione in Champions League, unico vero neo di una stagione che ha portato ad alzare due trofei.
Da questa filosofia sono nate anche altre scelte forti, come la conferma in prima squadra di Francesco Pio Esposito. Una decisione che può sembrare scontata, ma che all’Inter negli ultimi anni è stata quasi un’eccezione. L’unico vero “canterano” diventato titolare stabile è stato Federico Dimarco, passato però attraverso una lunga trafila di prestiti prima di esplodere definitivamente.
FUTURO
L’idea ora è trasformare l’eccezione in abitudine, Il club si sta già muovendo in questa direzione. Il ritorno di Aleksandar Stankovic dopo l’esperienza al Club Brugge rappresenta un altro tassello importante. Il centrocampista ha trovato spazio anche in Champions League, accumulando esperienza internazionale e tornando oggi con prospettive completamente diverse. Anche il tema portiere segue questa linea. Filip Stankovic, reduce da una stagione molto positiva con il Venezia culminata con la promozione in Serie A, potrebbe diventare un’opzione concreta per il futuro nerazzurro. Con Josep Martinez possibile titolare, il serbo potrebbe crescere gradualmente come secondo prima di giocarsi eventualmente il posto negli anni successivi. Una soluzione sostenibile anche dal punto di vista economico.
UNDER 23
Proprio per accompagnare questa crescita l’Inter ha investito sulla seconda squadra affidata a Stefano Vecchi. L’Under 23 ha chiuso il campionato al dodicesimo posto, sfiorando la zona playoff, ma il vero obiettivo era soprattutto formativo. Giocatori come Luka Topalovic, Matteo Cocchi e Issiaka Kamate hanno trovato spazio e continuità in un calcio professionistico dove il salto dalla Primavera resta enorme. L’Inter del futuro sembra quindi avere un’identità chiara: meno colpi appariscenti e più costruzione interna. Perché nel calcio di oggi ormai è fondamentale.






