
Pavel Nedved, il dopo Zidane scelto da Moggi. E acquistato grazie ai giornalisti
Pavel Nedved è stato un simbolo della Juventus. Eppure era arrivato a ventinove anni, non agli albori della propria carriera. Eppure il bianconero sembrava averlo cucito addosso. Perché gli faceva sempre gol, con la maglia della Lazio, e quando c'era la necessità di sostituire Zinedine Zidane, ecco il colpo di genio da parte del direttore generale Luciano Moggi. Una squadra più fisica e meno tecnica, ecco l'intenzione, decisamente centrata visto il prosieguo di carriera.
Eppure Nedved voleva rimanere alla Lazio. Stava benissimo nella Capitale, con i campi da golf all'Olgiata, nonostante il presidente Sergio Cragnotti avesse già un accordo in linea di massima per cederlo ai bianconeri. Invece, quasi a sorpresa, arrivò il rinnovo contrattuale all'inizio di quell'estate, con la decisione presa dal giocare di essere "felice di restare alla Lazio". Moggi fece buon viso a cattivo gioco e completò l'opera, spiegando a microfoni aperti che per la Lazio fosse incedibile. Cosa vera, ma che era soggetta a variazione.
Moggi lo invitò a Torino, anche solo per vedere il golf club della città, avvisando i giornalisti del suo arrivo nonostante il rinnovo. A quel punto la situazione divenne di dominio pubblico e gli stessi tifosi biancocelesti non furono felici della visita ai rivali, con giorni di contestazione annessa. A luglio diventò un giocatore bianconero, oltre a simbolo per un certo periodo di tempo. Oggi Pavel Nedved compie 53 anni.
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