Il miracolo è riuscito. E Fabregas ha avuto ragione a restare a Como nonostante l'Inter
Il Como è in Champions League. Per qualcuno trattasi di miracolo sportivo, per altri di semplice conseguenza dopo gli ingenti investimenti economici fatti in estate in sede di calciomercato. Alla fine il risultato, l'obiettivo, non era comunque scontato. E gran parte del merito va a Cesc Fabregas, allenatore che è diventato col tempo sempre più gestore e manager oltre che insegnante di campo.
Col senno di poi, è semplice tornare a parlare anche della scorsa estate e della bontà delle sue scelte. Per il post Inzaghi l'Inter aveva seriamente pensato al profilo dell'ex centrocampista spagnolo, dopo una sola stagione di Serie A in cui aveva portato il Como al 10° posto finale. Alla fine il Como rimise nelle sue mani la scelta e Fabregas non se la sentì di lasciare la sua creatura nata da poco.
L'Inter ma non solo, perché a Fabregas avevano pensato in momenti e con modi diversi anche la Roma ed il Bayer Leverkusen. Niente da fare. Como era e sarebbe rimasta la sua priorità con in testa un sogno: quello di portare il club in Europa. Ancora di più. Di portarlo in Champions League a giocarsela con le migliori squadre del mondo. Per qualcuno sembrava follia, per altri ambizione ingiustificata. E invece il risultato eccolo lì. Col Como che il prossimo anno giocherà fra le 36 migliori squadre del continente.
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