Inter, bisogna dedicarsi anche alla ricerca del quinto attaccante. La coperta è ancora corta
In viale della Liberazione proseguono i vertici di mercato. Tra le uscite che potrebbero caratterizzare l’estate dell’Inter c’è senza dubbio quella di Davide Frattesi. Al momento non risultano ancora offerte ufficiali da parte del Nottingham Forest, ma la situazione resta da monitorare con attenzione, soprattutto perché la Juventus continua a osservare il centrocampista e Luciano Spalletti lo stima particolarmente. Il presidente Giuseppe Marotta però, non ha alcuna intenzione di svendere uno dei suoi giocatori: per sedersi al tavolo serviranno almeno 30 milioni di euro, una cifra che permetterebbe ai nerazzurri di costruire un tesoretto da reinvestire immediatamente sul mercato.
Ed è proprio qui che entra in gioco la strategia del club. Quei soldi potrebbero servire per tornare con decisione su Curtis Jones, il 25enne del Liverpool che il ds Piero Ausilio segue già dalla scorsa sessione di mercato e che rappresenta uno dei profili più graditi per rinforzare il centrocampo. Ma il patrimonio a disposizione potrebbe aumentare anche grazie ad Aleksandar Stankovic. Il figlio d’arte è rientrato a Milano dopo l’esperienza al Bruges, con l’Inter che ha esercitato il diritto di recompra riportandolo in nerazzurro con un contratto valido dal 1° luglio 2026 fino al 30 giugno 2031. Il suo percorso sembra già scritto: ritiro con la prima squadra, valutazioni durante la preparazione e poi una decisione definitiva sul futuro, seguendo un copione molto simile a quello vissuto da Pio Esposito dodici mesi fa.
Ma se il centrocampo rappresenta un’opportunità di crescita, è l’attacco il reparto che più di tutti ha evidenziato la necessità di intervenire. Nei piani dell’Inter c’è infatti la volontà di aggiungere un quinto attaccante con caratteristiche diverse rispetto agli uomini già presenti in rosa. Un giocatore capace di saltare l’uomo, creare superiorità numerica e aumentare il tasso tecnico negli ultimi venti o trenta metri. Non è una richiesta nata per caso. Basta ripensare alla stagione appena conclusa per capire quanto la coperta sia stata corta. Lautaro Martinez ha dovuto convivere con un infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo in un momento cruciale dell’annata, mentre Marcus Thuram ha vissuto un rendimento altalenante soprattutto nella prima parte della stagione, condizionato anche dal lungo stop di ottobre 2025. In periodi diversi, entrambi sono mancati a Cristian Chivu, costringendo l’allenatore a rivedere continuamente gerarchie e soluzioni offensive.
È vero, Pio Esposito e Bonny hanno risposto presente ogni volta che sono stati chiamati in causa, dimostrando personalità e qualità. Ma affidarsi esclusivamente a loro quando i due titolari non sono disponibili significa esporsi a un rischio troppo elevato. Una squadra che gioca campionato, coppe europee e competizioni nazionali non può permettersi di arrivare ai momenti decisivi con appena quattro attaccanti realmente utilizzabili, soprattutto quando due di questi hanno già dovuto fare i conti con problemi fisici nel corso della stagione. Per questo l’idea di inserire un quinto elemento non deve essere vista come un lusso o un semplice completamento della rosa. È una necessità concreta. Serve un profilo diverso, in grado di cambiare il volto delle partite anche a gara in corso, ma soprattutto serve un uomo in più per evitare che gli inevitabili imprevisti trasformino ogni infortunio in un’emergenza.
L’Inter ha imparato sulla propria pelle quanto sia sottile il confine tra una rosa competitiva e una rosa davvero profonda. Se l’obiettivo è continuare a lottare su tutti i fronti senza arrivare in affanno nei mesi decisivi, il mercato dovrà inevitabilmente passare anche da lì.
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