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Lunedì le elezioni FIGC, cosa vogliono gli italiani? Al primo posto la sicurezza negli stadiTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 19:08Serie A
di Ivan Cardia

Lunedì le elezioni FIGC, cosa vogliono gli italiani? Al primo posto la sicurezza negli stadi

Sicurezza, giovani e governance. Sono queste, secondo l’indagine demoscopica realizzata da StageUp e Ipsos-Doxa, le tre grandi richieste che l’Italia del calcio consegna alla FIGC alla vigilia dell’elezione del nuovo presidente federale. Il dato più alto riguarda la sicurezza negli impianti e la necessità di recidere i rapporti con gli ultras violenti: il 72,8% degli intervistati la considera una priorità. Quando però viene chiesto di indicare i temi più urgenti, al primo posto salgono gli investimenti nei settori giovanili: il 70,7% li ritiene importanti e il 38,9% li colloca tra le prime tre urgenze, davanti alla stessa sicurezza, ferma al 37,5%. Il terzo pilastro è la governance: per il 64,2% del campione è un tema fondamentale e il 28,8% lo inserisce tra le priorità immediate. La richiesta non è semplicemente quella di vincere di più o di comprare campioni già affermati, ma di costruire un sistema più solido. Lo studio parla di tre pilastri "interconnessi": sicurezza, giovani e governance non possono essere affrontati separatamente, perché gli investimenti sui vivai richiedono strutture, programmazione e un governo federale capace di indicare una direzione. Accanto ai primi tre temi si collocano altre richieste significative: una maggiore presenza del calcio in chiaro, indicata dal 68,9% degli intervistati; la modernizzazione degli stadi italiani, al 68%; e la riforma dell’arbitraggio, con arbitri professionisti e un nuovo utilizzo del VAR, sostenuta dal 64,4%. Interessante è anche ciò che gli italiani non mettono in cima all’agenda. I benefici fiscali per favorire l’arrivo di campioni stranieri convincono soltanto il 37,1% del campione e finiscono all’ultimo posto per urgenza. Il coinvolgimento diretto dei tifosi nella proprietà e nelle decisioni dei club raccoglie il 46,6%, mentre la riduzione del numero di squadre in Serie A, B e C arriva al 46,8%. Anche le regole più stringenti per l’ingresso di società finanziarie nella proprietà dei club ottengono una maggioranza, il 55,2%, ma restano nella parte bassa della classifica delle priorità.