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Le novità Genova e Lecce, quattro certezze su cinque. Euro 2032, a che punto siamoTUTTOmercatoWEB
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ieri alle 16:22Serie A
di Ivan Cardia

Le novità Genova e Lecce, quattro certezze su cinque. Euro 2032, a che punto siamo

Lecce si candida, ma anche Genova. Alla vigilia delle elezioni federali, uno dei dossier più caldi riguarda Euro 2032, gli Europei che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia. Entro il 31 luglio, la FIGC dovrà avere i dossier completi; entro ottobre dovrà segnalare al Comitato Esecutivo Uefa i cinque stadi del nostro Paese, anche se al momento in via Allegri contano di designarne di più e lasciare il compito a Nyon. Le certezze. Torino, Roma e, tutto sommato, Milano. L’Allianz Stadium è, di fatto, l’unico già pronto a ospitare gli Europei. Ma anche l’Olimpico è in linea ed è impensabile non avere Milano: Inter e Milan contano di completare il nuovo stadio in tempo, inchieste permettendo. Due posti per quattro: Roma, Napoli, Firenze e Palermo. La Capitale ha anche un secondo stadio candidato, quello futuro della Roma a Pietralata. Non è una stranezza: Istanbul avrà tre impianti, per la UEFA è una comodità logistica non da poco, anche pensando alle Final Four. Che, salvo sorprese, si giocheranno in Turchia. Resta uno stadio: il più vicino a essere pronto è il Franchi di Firenze, attenzione al Barbera di Palermo, grazie allo strapotere economico del City Football Group. Ma, se davvero il Maradona sarà rifatto, il capoluogo campano è il naturale candidato. Gli altri. Euro 2032 è anche un volano per altri impianti. I già citati Via del Mare e Marassi, ma anche l’Arechi di Salerno e il futuro Gigi Riva di Cagliari. Tutti arriveranno formalmente a dama e saranno candidabili, anche se - più che altro per ragioni di capienza - non ospiteranno gli Europei, a meno di clamorose sorprese. Restano invece fuori Bari, Verona e Bologna, che non riusciranno a mettere a disposizione un impianto pronto. Menzione doverosa per Bergamo e Udine: potrebbero - con qualche accorgimento nel caso dello stadio friulano - anche essere in regola per gli Europei, ma di fatto non sono mai stati candidati.