Il silenzio elegante del "Professore": Stefano Bizzotto e l'addio alla telecronaca Rai
Stefano Bizzotto, noto per il suo stile giornalistico sobrio ed evocativo, ha offerto commenti memorabili celebrando la passione sportiva piuttosto che cercare la viralità.
La semifinale mondiale tra Francia e Spagna del luglio 2026 non è stata solo una grande notte di calcio, ma l’ultima pagina di un romanzo giornalistico durato trentacinque anni.
Con il triplice fischio, Stefano Bizzotto ha chiuso il suo leggendario quaderno degli appunti, lasciando la postazione di commento di Rai Sport per sopraggiunti limiti d'età.
Se ne va in pensione la voce più sobria, colta e misurata della televisione pubblica italiana.
Dal Trentino alla leggenda azzurra
Nato a Bolzano nel 1961, Bizzotto ha iniziato la sua corsa nei primi anni Ottanta tra le colonne dell' Alto Adige e de La Gazzetta dello Sport. Il passaggio in Rai, datato 1991, ha segnato l'inizio di un viaggio straordinario: otto Mondiali di calcio, innumerevoli Europei e decine di Olimpiadi, sia estive che invernali.La sua non è mai stata una narrazione urlata.
Al contrario, Bizzotto ha incarnato lo stile del servizio pubblico: precisione millimetrica, rispetto per l'atleta e per lo spettatore, e un'innata capacità di contestualizzare l'evento sportivo all'interno della storia e della geopolitica.Poliedrico e universale
Definire Bizzotto un "telecronista di calcio" sarebbe riduttivo. La sua grandezza è risieduta nella spaventosa versatilità: I tuffi: Ha legato indissolubilmente la sua voce ai trionfi storici di Tania Cagnotto. Gli sport del ghiaccio: Narratore d'eccezione dell'hockey e del pattinaggio di velocità. La cultura: Autore di saggi acclamati, tra cui Storia del mondo in 12 partite di calcio. L'ultimo ballo - Accanto ad Andrea Stramaccioni, nelle sue ultime apparizioni ai Mondiali 2026, ha dimostrato fino all'ultimo secondo la consueta freschezza e la cura maniacale per il dettaglio. Con il suo addio, la Rai perde un pilastro e gli appassionati perdono un punto di riferimento nostalgico ma sempre attuale. La cattedra del "Professore" si chiude qui, tra gli applausi sinceri di colleghi e telespettatori.Altre notizie
Ultime dai canali


