Beckham: "Kakà era come Zidane e Messi. Tutti andavano a vederlo giocare"
“È stata una lezione per me, è sempre stato il primo in palestra, l’ultimo a lasciare l’allenamento. Era quasi sempre al centro sportivo, è stato un privilegio per me giocare con lui e contro di lui”. David Beckham, all'interno del Fanatics Fan Fest, ha parlato dell'esperienza di avere Ricardo Kakà come compagno di squadra.
Sul migliore momento
“Ce ne sono stati tantissimi, ogni Coppa del Mondo produce giocatori sconosciuti che giocano contro tutte le nazionali. Ci sono state opportunità per squadre che non hanno mai giocato una Coppa del Mondo, parlo di Capo Verde. Il modo in cui hanno giocato è stato eccezionale, un’ispirazione per i giovani per andare avanti. Specialmente negli Stati Uniti, qua ci sono NBA, football americano e baseball, ma questo può portare davvero una spinta”. “Giocare un Mondiale è davvero speciale, è il massimo che puoi ambire nella tua carriera. Ho sempre amato giocare per i club, ma per me niente è paragonabile al rappresentare la mia nazionale. Che sia in un’amichevole oppure nel Mondiale. La mia prima Coppa del Mondo non è partita benissimo, ma è stata una grande esperienza. Ho segnato il mio primo gol contro la Colombia, il giorno del mio compleanno, anche più speciale. Ho avuto grandi memorie da questo. Ognuno vuole vincere, per la maglia e per i tifosi. Il sogno di ogni bambino è quello di alzare la Coppa.Su Kakà
“Non era solo un grande calciatore, ma una delle migliori persone che puoi incontrare. Ma come calciatore… Al Milan avevamo Nesta, Seedorf, Gattuso, Inzaghi, Ricardo, Robinho. Ero un po’ nervoso quando entravo, ma ogni cosa che faceva Kakà era con altissima professionalità. Ho imparato guardando lui come professionista. Questi grandi calciatori lo diventano non è solo fortuna. È lavoro, dedizione. Sono stato fortunato di essere sul campo con lui. Posso compararlo a Zidane, perché le persone andavano allo stadio per vedere Zidane, come trattava la palla. Posso dire lo stesso di Kakà”.Sulla finale
“Non ho mai alzato il trofeo. Però le migliori squadre sono andate in finale, ma quando parli della Spagna… Contro la Francia hanno giocato benissimo, li hanno eliminati, sono stati perfetti. L’Argentina contro l’Inghilterra è stata dura da perdere, una partita speciale. È come un derby di Milano: è difficile in campo, difficile sugli spalti. Questo momento non torna per la grande parte dei calciatori”. “Sto ancora collezionando cose, come le maglie. Ho il 99% delle mie cose, ho sempre cercato di scambiare le maglie con i migliori in campo. Ero un collezionista di figurine quando ero giovane. Bryan Robson era il mio eroe, aveva il sette allo United e in Nazionale. Ho scambiato quella con Zidane, sono stato felice di giocare insieme e contro Zizou”.Sull’eredità che lascia il Mondiale
“Nel 2007, quando ho deciso di giocare ai Los Angeles Galaxy, c’erano solamente due stadi specifici, ora ce ne sono 27. La Major League Soccer sta migliorando anno dopo anno. Questa nazione ha veramente goduto di questi momenti. L’obiettivo è rendere questo gioco più accessibile per il futuro”. Chi vincerà il Mondiale? “Oh mio Dio. Ho giocato in Spagna e quindi ho molto affetto per loro, hanno fatto un lavoro eccezionale in questa Coppa del Mondo. Ma l’Argentina ha Lionel. Come ho parlato di Ricardo parlo di Messi, è un grande giocatore, una persona straordinaria, tratta la gente come andrebbe trattata”.Altre notizie
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