Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / inter / Serie A
Caso Malagò, cosa c’è dietro: la rottura con la Serie A, i contatti per ripartireTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 12:25Serie A
di Ivan Cardia

Caso Malagò, cosa c’è dietro: la rottura con la Serie A, i contatti per ripartire

Lo sfondo della vicenda tesseramento è un sostegno non più così saldo nei confronti del presidente FIGC, rispetto alla maggioranza che l'ha eletto
Se Giovanni Malagò decadesse da presidente della Federcalcio e, dopo il possibile commissariamento, decidesse di candidarsi a nuove elezioni, avrebbe possibilità di vincere? È forse la domanda più importante in questi giorni nei quali, a nemmeno tre mesi dall’elezione con quasi il 70% dei voti, il nuovo corso del calcio italiano è messo in discussione da quello che anche i più acerrimi avversari di Malagò non possono non riconoscere come un cavillo, come la mancanza di una tessera che hanno oltre un milione di persone e che sarebbe stata facilmente ottenibile.

Il nodo dei rapporti della Serie A

Formalmente, ma anche nella sostanza, Malagò nasce come il candidato della Lega Calcio Serie A. Soprattutto, dei grandi club: a guidare le manovre sono stati Beppe Marotta (Inter) e Andrea Percassi (Atalanta), con il contributo di Aurelio De Laurentiis (Napoli), della Juventus e della Roma. È un sostegno che ha poi trainato le componenti e che potrebbe essere decisivo anche ora: la questione giuridica - per quanto sia nelle mani del CONI, che è un ente pubblico e non può farsi guidare da altre valutazioni - potrebbe teoricamente anche passare in secondo piano, se dietro vi fosse un appoggio coeso. Che, al momento, è evaporato.

Le tappe della rottura con la A

Sono state varie, a partire dalla scelta del commissario tecnico: il rapido dietrofront sul breve progetto di Paolo Maldini e Leonardo non aveva creato attriti, al massimo qualche perplessità. Proprio i grandi elettori di Malagò, a partire da Marotta, avevano però sempre sostenuto la candidatura di Antonio Conte: puntare su Roberto Mancini non ha mai convinto. Sempre a tinte azzurre è stato il caso legato alla nomina di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale, ancora in attesa di un responso dall’ANAC: la Serie A, come tutti, l’ha scoperta leggendo La Gazzetta dello Sport e non è piaciuto a nessuno. Poi ancora l’appoggio ritirato a Gianni Infantino: in questo caso, peraltro, il presidente di Lega Ezio Simonelli ha esplicitamente chiarito che i club non avevano apprezzato il mancato coinvolgimento. Nulla di strano, in realtà: Malagò è sempre stato un forte decisionista. Se però poi frana il terreno giuridico sotto i piedi, allora le fratture rischiano di diventare voragini.

Si può ripartire insieme?

I contatti sono quotidiani, ovviamente. Anche nelle prossime ore Malagò sentirà Simonelli, Marotta e gli altri esponenti del grande calcio italiano. Per rasserenare - ma ormai si è capito che il caso tesseramento ha una dimensione tale da travolgere la Federcalcio - e forse anche per ricucire. A prescindere dai pareri giuridici, qualsiasi speranza di veder continuare la presidenza Malagò è legata al supporto delle componenti.

Altre notizie