Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
TMW

Caso Malagò, cosa c’è dietro: la rottura con la Serie A, i contatti per ripartire

TMW
Ivan Cardia
autore
Ivan Cardia
giovedì 17 settembre 2026, 12:25Serie A
17.09.2026 12:25Serie A
Lo sfondo della vicenda tesseramento è un sostegno non più così saldo nei confronti del presidente FIGC, rispetto alla maggioranza che l'ha eletto
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Se Giovanni Malagò decadesse da presidente della Federcalcio e, dopo il possibile commissariamento, decidesse di candidarsi a nuove elezioni, avrebbe possibilità di vincere? È forse la domanda più importante in questi giorni nei quali, a nemmeno tre mesi dall’elezione con quasi il 70% dei voti, il nuovo corso del calcio italiano è messo in discussione da quello che anche i più acerrimi avversari di Malagò non possono non riconoscere come un cavillo, come la mancanza di una tessera che hanno oltre un milione di persone e che sarebbe stata facilmente ottenibile.

Il nodo dei rapporti della Serie A

Formalmente, ma anche nella sostanza, Malagò nasce come il candidato della Lega Calcio Serie A. Soprattutto, dei grandi club: a guidare le manovre sono stati Beppe Marotta (Inter) e Andrea Percassi (Atalanta), con il contributo di Aurelio De Laurentiis (Napoli), della Juventus e della Roma. È un sostegno che ha poi trainato le componenti e che potrebbe essere decisivo anche ora: la questione giuridica - per quanto sia nelle mani del CONI, che è un ente pubblico e non può farsi guidare da altre valutazioni - potrebbe teoricamente anche passare in secondo piano, se dietro vi fosse un appoggio coeso. Che, al momento, è evaporato.

Le tappe della rottura con la A

Sono state varie, a partire dalla scelta del commissario tecnico: il rapido dietrofront sul breve progetto di Paolo Maldini e Leonardo non aveva creato attriti, al massimo qualche perplessità. Proprio i grandi elettori di Malagò, a partire da Marotta, avevano però sempre sostenuto la candidatura di Antonio Conte: puntare su Roberto Mancini non ha mai convinto. Sempre a tinte azzurre è stato il caso legato alla nomina di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale, ancora in attesa di un responso dall’ANAC: la Serie A, come tutti, l’ha scoperta leggendo La Gazzetta dello Sport e non è piaciuto a nessuno. Poi ancora l’appoggio ritirato a Gianni Infantino: in questo caso, peraltro, il presidente di Lega Ezio Simonelli ha esplicitamente chiarito che i club non avevano apprezzato il mancato coinvolgimento. Nulla di strano, in realtà: Malagò è sempre stato un forte decisionista. Se però poi frana il terreno giuridico sotto i piedi, allora le fratture rischiano di diventare voragini.

Si può ripartire insieme?

I contatti sono quotidiani, ovviamente. Anche nelle prossime ore Malagò sentirà Simonelli, Marotta e gli altri esponenti del grande calcio italiano. Per rasserenare - ma ormai si è capito che il caso tesseramento ha una dimensione tale da travolgere la Federcalcio - e forse anche per ricucire. A prescindere dai pareri giuridici, qualsiasi speranza di veder continuare la presidenza Malagò è legata al supporto delle componenti.

Altre notizie Serie A

Immagine editoriale di Marco Conterio
14 milioni di euro per il capocannoniere della Champions League. Il miglior colpo dell'ultima estate per soli 6 milioni. Spendere non basta: le incredibili intuizioni del Como sul mercato
TMW Podcast
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile