Tutti vogliono i giovani, ma poi non li fanno giocare. L'analisi delle squadre italiane
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Andrea Losapio
Andrea Losapio
Oggi alle 12:00Serie A
autore Andrea Losapio
30.09.2026 12:00Serie A
Il calcio italiano è in una difficoltà strutturale, dando la colpa alla nazionale. Quando c'è da acquistare tutti pensano a un giovane straniero
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L'erba del vicino è sempre più verde, almeno così si crede. Il calcio italiano in questo senso ha molta facilità a bocciare i propri talenti, scartati e quindi spediti a farsi le ossa, per poi non tornare più a casa base. Basti pensare che la Juventus ha solamente due giocatori cresciuti nel proprio vivaio in prima squadra, pur avendo guadagnato 300 milioni nel corso degli anni.
Passa lo straniero
Quando c'è qualcosa da mettere a posto - e lo si è visto con Neto nei giorni scorsi - è sempre più plausibile rivolgersi al mercato esterno che non a lanciare un giocatore che fa parte delle tue giovanili. Così l'Atalanta è la capolista nelle dieci migliori di A, ma ci sono tre portieri e tre difensori. Zero per il Como, ma è anche normale, solamente due per il Napoli della tanto declamata "scugnizzeria". Ovviamente De Laurentiis non ha mai fatto niente per potenziare le strutture giovanili perché sa che è con i big che si mettono a posto i bilanci.Non giocano mai
La realtà è che i club non puntano praticamente mai alle proprie risorse interne, esternalizzando i giocatori più importanti. Nessuno è profeta in patria, verrebbe da dire, perché si preferisce sempre un altro (vivaio) rispetto a quello cresciuto in casa.Altre notizie
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