Inter, Brambati: "Ausilio, si era capito che non ci fosse comunione d'intenti"
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L'ex calciatore e procuratore Massimo Brambati, ai microfoni della radio di Tuttomercatoweb.com, si è espresso sull'addio all'Inter di Piero Ausilio: "Mi ha stupito sinceramente, ma devo dire che onestamente mi avevano detto a più riprese tempo fa che ci fossero delle divergenze tra i singoli. Era risaputo nell'ambiente questo, Allegri mi disse che quando è andato via Inzaghi che Marotta gli aveva detto che lasciava scegliere l'allenatore ad Ausilio, ma si era evinto che ci fosse una sorta di non grande comunione d'intenti e forse di idee. Marotta voleva Allegri già dopo che era andato via Conte, credo che ci fosse qualcosa all'interno. E un dirigente che è cresciuto, che ha fatto gavetta e dovrebbe essere d'insegnamento a tanti. E' cresciuto tanto all'Inter e credo che l'Inter perda un pezzo importante, perché è uno che capisce di calcio, ha naso per i calciatori. Fossi una squadra che balbetta, lo chiamerei. Alla lunga all'Inter può cambiare qualcosa. Ne ha scelti tanti di giocatori, su cui ha scommesso e che ha rivenduto a tanto. Non ultimo Dumfries. Ha avuto naso anche su Dimarco. Questo deve far riflettere, a volte certi giocatori ce li abbiamo vicino, basta crederci un po' di più".
Ne può risentire davvero l'Inter della sua assenza?
"Era uno che faceva da collante tra giocatori e allenatori e anche la società e i calciatori. Una volta dissi qualcosa qui su Ausilio riguardante qualcosa della gestione Conte, dopo la trasmissione mi ha chiamato e mi ha spiegato alcune cose, per chiarire. E' stato un gesto che ho apprezzato tantissimo, perché è uno che cura i dettagli e vuole chiarire con chi frequenta l'ambiente certe cose. La scadenza del contratto era giugno 2027, c'è qualcosa dietro forse, c'è qualcosa che non mi torna. Tagliare così dall'oggi al domani non mi quadra".
Che voti dà al mercato?
"All'Inter 8, perché ha rimpiazzato i giocatori nei ruoli chiave, ha preso giocatori abituati a vincere e che portano mentalità. La Roma da 7,5, perché è andata a puntellare la squadra in modo giusto e seguendo quello che è la linea guida di Gasperini. Como da 8, al netto del fatto che non avrei preso Kean, però ha fatto le cose fatte bene, e ha usato un'arma fondamentale che è Fabregas, che fa tutto lui. Al Milan 6,5, perché sono stati spesi tanti soldi per i primi due acquisti, ossia Gila e Goncalo Ramos, qualcosina in più poteva fare. Juve da 5, perché Kessiè è stato un errore. Era facile da prendere, ti ha aspettato e hai fatto una trattativa con tanti che gli giravano intorno a quel giocatore. Con uno svincolato e un settlement agreement parziale potevi fare qualcosa di più. Non aver preso Kessiè è una gravissima mancanza. Quello della Fiorentina sembrava un gran mercato, ma per me Paratici si è mosso bene. Per ora è da 6. Lazio da 7, perché non aveva risorse, si è mossa bene e tra grandi difficoltà. Napoli da 4,5, capisco che il mercato scorso è stato molto dispendioso ma non prendere nulla e non riuscire a cedere qualcuno non va bene".
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