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Juve nessun rimpianto: giusta la cessione di chi non è all'altezzaTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:03Editoriale
di Quintiliano Giampietro
per Bianconeranews.it

Juve nessun rimpianto: giusta la cessione di chi non è all'altezza

Diversi giocatori ceduti dalla Juve stanno facendo bene altrove, ma questo non dovrà essere motivo di nostalgia da parte dei tifosi

La Juve non può e non deve vivere di rimpianti. In nessun caso. Eppure c'è una parte della tifoseria animata da questo sentimento, in relazione ad alcuni dei giocatori ceduti perché flop alla Continassa, salvo esplodere in altri contesti. Con la solita stampa complice nel sottolineare gli "errori" della scoietà. L'esempio più eclatante è David. Il canadese nella Liga ha messo a segno tre gol in altrettante presenze con la maglia dell'Atletico, la ciliegina quella nel Clasico. La cura Simeone sta rivitalizzando il canadese, ma guai a prendersela con Spalletti, come fa qualcuno. Il tecnico bianconero ha dato tante occasioni all'ex Lille, ma lui ha risposto assente. Non solo in termini realizzativi (8 gol in 46 gare), ma anche sotto il profilo delle prestazioni. Per meglio dire, dell'atteggiamento. Con i colori bianconeri, il giocatore è parso sempre disconnesso dal contesto. "Non ti danno il tempo", la sua giustificazione. Meno eclatante, ma significativa anche la partenza di Openda con il Lione targato Fonseca: due reti tra campionato e Lille, lo stesso numero totalizzato in 34 apparizioni con la Juve. Bizzarra la spiegazione dell'attacante che ha dato la colpa al modo di giocare di Vlahovic. Appuntamento a fine stagione per capire come andranno a finire i rispettivi prestiti. 

A proposito di Vlahovic, è un altro elemento bollato come rimpianto da una fetta importante della tifoseria, seppure il suo addio alla Juve è avvenuto per la scadenza del contratto. Il centravanti ha detto di non aver mai posto condizioni e che non c'è stata mai una trattativa concreta per il rinnovo. Che Spalletti, come noto, avrebbe voluto, lo considera il suo centravanti ideale. In realtà non esistevano le condizioni economiche per farlo, troppo alte le pretese di Milos, papà e ormai agente del centravanti. Nel Besiktas Dusan pare abbia trovato il suo habitat naturale, il tecnico Italiano lo ha esaltato, ringraziando la Juve per non averlo confermato. Nella squadra turca c'è anche Miretti, ceduto in prestito e definito un talento dall'ex allenatore del Bologna. Comunque sia, la dirigenza della Juve, capitanata da Carnevali, ha eseguito una vera e propria rivoluzione, scegliendo nuovi giocatori. Riguardo a quelli andati via (a prescindere dal motivo), a differenza dei tifosi pronti ad accendere la luce della nostalgia, nessun rimpianto. Un grande club non vive di questo, ci mancherebbe. Esiste una legge non scritta del calcio: se un giocatore non riesce a decollare in una squadra, deve cambiare aria. Per il suo bene e per quello della società di appartenenza. 

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