Comolli disastro al primo anno di Juve: senza svolta, tutto può succedere
Se dovessimo pensare ai quadri scolastici, ci sarebbe una sonora bocciatura per primo anno di Comoplli alla Juve. Certamente Elkann non sarà contento della sua scelta. La mancata qualificazione alla prossima Champions League è solo il risultato di un serie di errori. Il manager francese approdò da dg alla Continassa, in cui trovò un gruppo certamente devastato da una situazione di instabilità sotto ogni aspetto, anche alla fine arrivò il quarto posto. Primo errore il ritardo nell'ingaggiare un ds, come si conviene ad una società di livello, in cui il potere deve essere distribuito tra i vari ambiti, anche se alla fine fanno capo ad una persona. Ancora più grave è la colpa sul fronte allenatori. Comolli trovò Tudor, del quale non era assolutamente convinto. Non a caso il tentativo di prendere Conte, ma alla fine ricevette un secco no. Quindi ci fu il tentativo con Gasperini, discutibile la modalità, con la domanda, raccontano i rumors: "Mi dice perché dovrei ingaggiarla?". "Veramente mi ha cercato lei", la risposta del tecnico che peraltro aveva già un accordo con la Roma. Alla fine viene confermato Tudor che nel frattempo aveva messo alle strette la Juve, pretendendo di fatto il rinnovo prima della partenza del Mondaile per Club. Igor è rimasto sulla panchina della Juve per nove giornate. Sostituito da Spalletti che pare fosse stato sondato in estate dopo l'addio alla Nazionale.
L'argomento da 4 in pagella nel primo anno di Comolli alla Juve è il mercato. Salvo il riscatto di Conceicao, un disastro. Openda preso in prestito, con obbligo di riscatto con la squadra tra le prime dieci della Serie A, praticamente un acquisto a titolo definitivo. Soprattutto scioccante la cifra da versare al Lipsia: 44 milioni di euro, avete capito bene. David a zero, anzi preso per 12,5 milioni di bonus alla firma. Zhegrova è costato oltre 18 milioni. La resa di questi tre giocatori la conosciamo tutti, infatti sono sul mercato. Lo scambio tra Alberto Costa e Joa Mario ancora non si è capito. C'è poi la lite con il Psg rispetto alla trattativa per il riscatto (mancato) di Kolo Muani. "Mi ricorderò del suo comportamento", la minaccia del Presidente dei parigini Al Khelaifi. Capitolo Vlahovic, nell'anno che portava alla scadenza. Inizialmente messo in vendita, salvo poi scoprire che per Spalletti sarebbe stato titolare. Purtroppo l'operazione ha condizionato l'anno del serbo. Il cui destino lo abbiamo conosciuto ieri: niente rinnovo e perso a zero.
Dulcis in fundo, i rapporti di Comolli con Spalletti, pessimi, per non dire inesistenti e nocivi per la Juve. Nelle scorse settimane si è temuto il peggio: dimissioni del tecnico o cacciata del dirigente da parte di Elkann. Invece il capo della Exor ha incontrato i due e dal vertice è uscita una linea di condivisione, ci mancherebbe. Lucio darà indicazione sul mercato dopo che a gennaio aveva chiesto un centravanti e non gli è sttao preso. Altro elemento di attrito, in parte attutito dai rinnovi di Yildiz, Mckennie e Locatelli. Per la prossima stagione la prima richiesta è stata Alisson: sembrava fatta, invece ora pare lontano. Poi la conferma di Vlahovic, altra richiesta non assecondata, seppure i motivi sono validi. La partenza verso la ricostruzione non è delle migliori. Elkann ha concesso una seconda possibilità a Comolli: ora però non può più sbagliare. A partire dal prosismo mercato, attraverso cui dovrà costruire una rosa competitiva. Altrimenti il rischio addio non è da escludere.
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