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Carnevali e quella logica (calcistica) che ha azzerato Comolli
Oggi alle 01:26Editoriale
di Antonio Paolino
per Bianconeranews.it

Carnevali e quella logica (calcistica) che ha azzerato Comolli

Giusto il tempo di credere alla possibile convivenza tra allenatore e ad e si è arrivati alla bocciatura del progetto Comolli

Siamo scivolati in Europa League, neppure due settimane fa, accampando giustificazioni e spesso cercando quell'unico colpevole utile per alleviare la pena. Ci siamo divisi sulle cause di quel fallimento e abbiamo ascoltato le ragioni dalle quali saremmo dovuti ripartire, provando a restare compatti pur nell'insoddisfazione dell'ultima annata. Non sempre si può vincere, vero, ma neppure buttare al vento le certezze che hanno contraddistinto da sempre, con parsimoniosa programmazione, la nostra storia bianconera. Dall'ultimo scudetto sono passati già sei anni e la bacheca si è arricchita di una sola coppa Italia. A differenza invece dei soldi sperperati in campagne di rafforzamento mal riuscite. L'azienda calcio, almeno per i top club, non è facile gestirla soprattutto se delegata a dirigenti con esperienza limitata nel tempo. Ma negli ultimi anni alla Juventus ci si è lasciati andare un po' all'improvvisazione, sottovalutando il rischio d'impresa nei continui cambiamenti strutturali. Il risultato minimo però arrivava sempre e i soldi della qualificazione in Champions riuscivano a tamponare le ferite sportive e a tenere nascosti i veri problemi della mancata crescita. Tanto per essere schietti, ricapitalizzare una società quasi per un miliardo di euro senza mai riuscire a migliorare il proprio rendimento in classifica – tra serie A e coppe – avrebbe meritato riflessioni approfondite già da tempo, piuttosto che continuare a cambiare uomini e progetti alla velocità della luce.

Cambiamenti – La cosa triste è che tutto il vantaggio accumulato con i nove scudetti consecutivi è stato sperperato accampando parecchia presunzione in molte delle scelte adottate: da quelle che portarono all'azzeramento del sistema legato al nome di Marotta fino alle ultime scelte forzate di far convivere anime diverse come Spalletti e Comolli sotto l'ala controllante di Chiellini, una volta di qua e un'altra di là, pur di non evidenziare problemi. Quei problemi così lontani che hanno indotto al rinnovo di Spalletti prima ancora del raggiungimento dell'obiettivo e che sono stati decisivi per autotriturare le speranze di permanenza/convivenza dell'amministratore delegato francese.

Futuro – Sarebbe stato complicatissimo cominciare l'annata senza un significativo riassetto societario. La benedizione era arrivata dall'alto, ma forse ci si era presi solo del tempo per riavvolgere il nastro con tutti gli errori commessi, presentare il conto agli ultimi e convincere l'uomo che ha tutte le carte in regola per sistemare le cose grazie al fatto che mastica da anni calcio e bilanci: Giovanni Carnevali. Arriva dalla provincia, è vero, così come ci sono arrivati in passato quelli a cui la Juve ha dato gli strumenti per diventare ancora più grandi. Saltato Comolli, inadatto per il nostro calcio (lo avrete capito anche voi), sarebbe sbagliato considerare Spalletti il vero vincitore della sfida, anche perché il fallimento è anche il suo, visto che i sessanta milioni della Champions sono sfumati a due giornate dal termine del campionato e che il mercato ne risentirà. Carnevali non avrà più mezzi di Comolli, ma di sicuro più esperienza per trattare nelle difficoltà. E Spalletti non potrà alzare più di tanto la voce adesso. Anzi avrà solo maggiori responsabilità e una squadra tutta ancora da decifrare. Da oggi comincia l'era Carnevali, l'italiano, e state sicuri che se la stagione non decollerà non sarà lui a pagarne per primo le conseguenze. Anche perché il mercato non comincerà dagli acquisti, ma dalle cessioni: Di Gregorio, Cambiaso, Cabal, Miretti e Rugani i primi. Tesoretto per intavolare il sì di portiere (Martinez) e attaccante (Sorloth) prima di puntare sulle operazioni strategiche legate alla cessione di Bremer David,  al prestito di Openda e chissà alla riapertura della trattativa con Vlahovic, tesserato con la Juve fino al 30 giugno. Poi avanti tutta con le sponde di quei club italiani con cui vantare rapporti per chiudere trattative “vantaggiose”. Con l'Inter in ballo anche Frattesi e con il Bologna Lukumi. E come si può notare poco cambiano, se non nel metodo, le trattative. Con buona pace di Spalletti e di chi guarda neppure troppo da...lontano l'evolversi.