Ora bisogna trasferire la rabbia in campo, battere il Benfica per tornare a far paura
Quello che è successo domenica sera è sotto gli occhi di tutti, in Italia e nel mondo. E per una volta non ci sono schieramenti di tifo, qualsiasi giornalista, qualsiasi ex giocatore di qualsiasi fede o appartenenza calcistica ha visto e ha giudicato folle ciò che è accaduto nella notte di Juventus-Salernitana. Per il semplice motivo che non esistono interpretazioni di parte ma soltanto certezze: la Juventus è stata defraudata di due punti. E poco importa che la squadra di Allegri sia stata inferiore alla Salernitana per tutto il primo tempo e che abbia vinto soltanto grazie all'ennesima disperata rimonta, quello che importa è che la rimonta era riuscita, e alla fine era anche meritata. Ma poi cosa succede? Quasi come (quasi come) fosse un dictat dall'alto, l'arbitro Marcenaro viene chiamato al Var a giudicare una posizione di Bonucci (evidentemente non attiva) sul gol di Milik e viene indotto ad annullare la rete; il tutto senza tenere conto che Candreva teneva in gioco Bonucci di mezzo metro. Il primo caso al mondo di tecnologia che corregge una giusta decisione trasformandola in pesante ingiustizia. Ti aspetti che il giorno dopo, come minimo, l'Aia faccia le sue scuse e, magari, nella più inverosimile delle ipotesi, riconosca l'errore permettendo alla gara di essere rigiocata. Una partita che era di fatto stata già vinta dalla Juventus. E invece....
Invece le istituzioni calcistiche (rigorosamente con la "i" minuscola), riescono a fare qualcosa di peggio rispetto a quanto fatto vedere in campo: confermano che Candreva manteneva in gioco Bonucci (quindi gol valido) ma puntualizzano che quella immagine non ce l'avevano perché mancava la telecamera da quella prospettiva. La stessa telecamera da cui avrebbero verificato il gol dello stesso Candreva nel primo tempo, gol che di fatto è avvenuto di mano, e la stessa telecamera da cui avevano riscontrato il fallo di mani di Bremer che ha generato il rigore del raddoppio della Salernitana. Una telecamera fantasma o, meglio, intermittente, che si accende sempre quando deve giudicare contro la Juventus. A casa stessa della Juventus. Dunque l'Aia scarica ogni responsabilità con un comunicato tra il surreale e l'arrogante per poi chiudersi nell'ottuso silenzio dei colpevoli. E allora ti aspetti, davanti alle reazioni di tutti in Italia e nel Mondo, che almeno il presidente della Figc faccia chiarezza e invece....
Invece Gravina riesce a fare ancora peggio: "Non ha sbagliato nessuno né arbitro né Var. E diamoci una calmata che siamo soltanto all'inizio". Già, ahimè, siamo solo all'inizio. Il presidente della Figc (anche qui "p" volutamente minuscola), quello che ha visto l'Italia non accedere per il secondo anno consecutivo al Mondiale e questa volta sotto il suo mandato, quello stesso presidente che non si è mai preso uno straccio di responsabilità scaricando le colpe ai club, aggiunge anche che "si deve guardare alle proprie colpe prima di accusare gli altri". Da che pulpito.... La fiera dello scarica barile assume contorni ancora più surreali se si pensa che a prendere posizione e lamentarsi per gli altri clamorosi torti da Var, Lecce e Fiorentina, si ribellano mentre la Juventus che prende tre schiaffi in faccia a casa sua per tre giorni di fila, se ne resta clamorosamente e colpevolmente in silenzio.
Ecco che a questo punto il campo diventa l'unico luogo dove rialzare la testa, riprendersi la dignità, tornare a far paura, capendo che alla fine si può contare soltanto su sè stessi, come sempre, e che il modo migliore per combattere un:evidente guerra è usare al meglio le tue armi e prenderti il massimo vantaggio prima che ti tolgano qualcosa. La parola questa sera spetta al campo, e se la società fuori non si fa sentire, all'Allianz squadra e tifosi hanno un'enorme occasione per lanciare un rumorosissimo grido di battaglia....


