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La ricetta per tornare grandi nel minor tempo possibile senza rivoluzioni ma con l'uomo giusto in panchinaTUTTOmercatoWEB
mercoledì 19 ottobre 2022, 16:56Editoriale
di Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it

La ricetta per tornare grandi nel minor tempo possibile senza rivoluzioni ma con l'uomo giusto in panchina

Ammetto di essere stato uno dei primi affascinato dal ritorno, questa estate, di Paul Pogba e dall'arrivo di Angel Di Maria. Ammetto che mi sembravano due scelte ottime per ripartire, per assegnare ad un gruppo, faticosamente ricostruito, due leader ai quali appoggiarsi, soprattutto in  Champions, in attesa del recupero di Chiesa. E ammetto che ora, con onestà, ho cambiato totalmente idea rispetto a quello che credo debba essere il nuovo corso da cui ripartire (per l'ennesima volta). 

Detto che, in fin dei conti, non abbiamo ancora potuto assistere all'impatto sulla Juventus del Pogba 2.0, credo che questa prima parte di stagione abbia dimostrato che il calcio moderno ha scelto di non appoggiarsi più al top player ma ad un concetto radicato di squadra e allenatori posti al centro del progetto con un mix di tanti ottimi giocatori, interscambiabili e di qualità. Quello che sta succedendo al Napoli, che si è privato in un colpo solo di Insigne, Mertens e Koulibaly, affidandosi ad un nuovo corso tra scoperte (Kim, Kvaratskhelia e Anguissa); o al Milan che ha scelto di credere fino in fondo in Tonali e di scoprire giocatori come Leao, Kalulu e De Ketelaere. In entrambi questi due progetti, sempre portandoli come esempio, gli allenatori sono al centro del progetto: Spalletti e Pioli.

Ecco che la Juventus, per tornare a dominare, deve essere brava a studiare la direzione presa dal calcio moderno, valorizzare al massimo i valori assoluti che non le mancano e virare su un modus operandi più affine alle nuove concezioni espresse in Italia e in campo Internazionale. Chiaramente, per farlo, bisogna intanto condurre questa barca in porto con meno danni possibili per poi concentrarsi e ripartire. Da chi? Io un'idea ce l'avrei... 

Basta con i ritorni al passato. Basta con i nomi ad effetto. Serve un'aria nuova, ma abituata a vincere. Un'immagine pulita (anche all'occorrenza paracula) e moderna. Serve togliersi la spocchia e aggiungere competenza, idee nuove, voglia di ripartire in fretta staccando tutti. Io penso a Luis Enrique: uno che già conosce il nostro campionato, che conosce la nostra lingua, che conosce e mastica il calcio moderno. Un uomo che ha sofferto, che conosce il valore della famiglia e quindi del gruppo e del tifo. Un uomo con idee nuove, senza rancore, senza nemici, senza visioni chiuse ma con la voglia di restituirsi e restituire il sorriso. Un allenatore che saprebbe lavorare sin da subito (qualora lasciasse la panchina della Spagna dopo il Mondiale) con giocatori del calibro di Bremer, Pogba, Miretti, Chiesa, Di Maria, Vlahovic, Milik; un allenatore che ha le potenzialità di trasformare in oro, come fosse aria nuova improvvisa, un potenziale tecnico importante, senza bisogno di chiedere rivoluzioni ma valorizzando anche la Nex Gen. Il tutto con lo spirito e il cuore giusto. Eccola la mia scelta.

E se non dovesse essere questa, sono tanti i nomi che potrebbero funzionare, purché al centro del progetto torni il concetto di squadra e non il singolo salvatore della patria, purché torni ad esserci un allenatore appoggiato da squadra, tifo e società. Purché si guardi avanti e si smetta di guardare indietro...

La ricetta per tornare grandi nel minor tempo possibile e senza rivoluzioni. 

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