Lo straordinario solare augurio natalizio bianconero
Cari Lettori, commentare nel giorno del Santo Natale ciò che accade negli uffici della Procura e della FIGC mi sembrava poco augurale in ogni senso; così come parlare a lungo delle tanto buone quanto inutili prestazioni amichevoli “estivinvernali” che la Juventus, o quel che rimaneva della rosa, contro l’Arsenal e Rijeka ha simpaticamente vinto, appariva parva materia. A Natale si augura il meglio, e l’optimum da auspicare per la Juventus è una rinascita verso un nuovo sole che seppur apparentemente pigro, sorgerà, lasciandosi alle spalle le buie ore che precedono l’alba.
Riassaporando dolci e musicali quadretti di tre scrittori, capirete quanto desidero augurare alla squadra bianconera.
«Il sole non era ancor tutto apparso sull’orizzonte, - così Manzoni nell’incipit del IV capitolo dei Promessi Sposi - quando il padre Cristoforo uscì dal suo convento di Pescarenico, per salire alla casetta dov’era aspettato». Gadda, con una delle sue pennellate più famose del Pasticciaccio brutto de via Merulana, in tal guisa descriveva il momento in cui il brigadiere Pestalozzi si avviava…: «Il sole non aveva ancora la minima intenzione di apparire all’orizzonte…». Probabilmente entrambi trassero spunto dall’hidalgo cervantino; è infatti Don Chisciotte che, appena armato cavaliere dall’oste durante la formidabile parodia dell’investitura, apre il capitolo IV con la prima uscita all’alba: «Era sullo spuntare dell’alba allorché don Chisciotte uscì dell’osteria, contento e vispo, e tanto gioioso di vedersi già armato cavaliere, che il giubilo si diffondeva sino alle cigne del suo cavallo».
Il levarsi del sole, fra aurora e alba, è l’attimo in cui la certezza del tempo e della luce cerca un delicato e tormentato equilibrio con l’incertezza di quanto il tempo e la luce porteranno con sé. È la rappresentazione più indovinata che l’uomo possa farsi della propria vita, del proprio essere nella vita, poiché anche l’essere dell’uomo albeggia sempre. Don Chisciotte si mette in cammino all’alba. Non poteva essere diversamente per il personaggio che subisce in modo esemplare il sogno della libertà, della gloria e della vittoria, quel sogno che a una certa ora, così incerta, nell’uomo si scatena.
La Juventus – ed è questo il mio augurio extraordinarius per la Vecchia Signora - dovrà essere sin dalla prossima di campionato l’eroina scatenata dell’albeggiare solare, puntando conquiste e trionfi.
A tutti Voi invece auguro ciò che desidero per me stesso, ed è quanto poetava Alda Merini: un Natale con pochi regali, ma con tutti gli i d e a l i realizzati.


