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Due pesi e due misure anche per giudicare la JuveTUTTOmercatoWEB
lunedì 10 aprile 2023, 12:06Editoriale
di Antonio Paolino
per Bianconeranews.it

Due pesi e due misure anche per giudicare la Juve

Contro la migliore Lazio dell'anno arriva la sesta sconfitta  e adesso non si può più sbagliare neppure nei quarti di finale di Europa League

Nessuno di noi vuol raccontare o raccontarsi le favole di Pasquetta, ma anche dopo diverse ore la sconfitta dell'Olimpico lascia ancora un pesante amaro in bocca dal doppio retrogusto. La Lazio ha meritato per quanto costruito e per come ha cercato di non farsi sfilare neppure un punto. La Juventus, come spesso è capitato in questo campionato, ha invece sprecato almeno un tempo di gioco. Conti presto fatti, al netto della spinta di Milinkovic su un comunque moscio Alex Sandro. E pensare che quel gol ha - per assurdo - stuzzicato l'orgoglio dei bianconeri che forse pensavano di poterla fare franca rinunciando a giocare e facendolo in modo anche confusionario. La presenza in panchina del talismano Landucci non ha prodotto i frutti sperati. E neppure l'assenza del “calmista” Allegri ha aumentato i giri del motore. Il vero problema è la testa dei giocatori ormai tarati su quell'unico schema di gioco che porta a limitare gli avversari prima che a pensare di batterli. Sembra che la Juve preferisca impostare la velocità anche nei tratti senza limiti e dove servirebbe invece qualche accelerata per superare velocemente l'ostacolo senza trovarselo addosso. 

Alex Sandro – Ditemi quel che volete, ma ancora una volta l'apatia del brasiliano ha incoraggiato la grinta degli avversari in ogni situazione critica. E la scelta di schierarlo titolare, sacrificando Danilo, non mi è sembrata la più sensata visto il grado di difficoltà della partita. Con Bremer bloccato dalla presenza ingombrante di Immobile, Gatti sfruttava il fisico mentre Alex Sandro viaggiava di riflesso, e senza aiutare le ripartenze, all'ombra di uno spento Kostic. L'azione incriminata è proprio quella del vantaggio laziale dove il brasiliano ha sperato più nella decisione arbitrale che non nella giusta lettura del cross. Il fallo c'era tutto per lo stesso motivo di quando si dice che in aerea il portiere non lo si può neppure sfiorare. Con la difesa a tre, e forse sarebbe il caso di rettificarla senza i titolari, i più sacrificati sono proprio i due esterni di centrocampo come Cuadrado (nervoso nonostante la fascia da capitano) e Kostic. E soprattutto con squadre capaci di fare gioco. 

Gioco – La Juve non ha semplicemente giocato per quasi un'ora. E non è una novità. La cosa preoccupante è che non sa spiegarsi i motivi di questi costanti blackout. E pensare che ha segnato dopo pochi minuti dallo svantaggio e ha poi reagito con carattere alla ricerca del pareggio. Non sono bastate le giocate di Di Maria, le incursioni di Chiesa e le fiammate di Rabiot. Nessuno è riuscito a colmare quello che è giusto aspettarsi anche dagli altri. E con una difesa che non imposta, un centrocampo che costruisce poco e un Vlahovic spento, tutto diventa più prevedibile.

Classifica - Lo diciamo per Mourinho e chi come lui sa fare i conti con i nuovi fascicoli aperti dalle Procure: togliere i 15 punti alla Juventus garantirebbe anche alla sua Roma di tirare un sospiro di sollievo senza rischiare di essere inquisita per gli stessi “ingiusti” motivi. Come ai tempi della sua Inter e del suo Porto. Ricordi Mou le operazioni di quel periodo? 

Next Gen e Europa League – Potrebbe sembrare riduttivo, ma da queste due dimensioni dobbiamo ripartire per costruire il nostro futuro. Un futuro sostenibile. In bocca al lupo a mister Brambilla alla ricerca della conquista della coppa Italia e alla Juventus per un quarto di finale scaccia paure. 

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