JUVENTUS-NAPOLI immerso nel TIKI-TAKA della giustizia.
«Quindici uomini sulla cassa del morto
io-ho-ho, e una bottiglia di rum!
la bottiglia e il demonio han pensato al resto
io-ho-ho, e una bottiglia di rum!»
Cantavano i pirati nell’Isola del Tesoro di Stevenson! Ebbene quei 15 punti “conquistati-falciati-ridati-forse” sembrano ubriachi e indemoniati, vanno via, ritornano claudicanti e mezzi malaticci, per poi chissà deflagrarsi nuovamente per gentile concessione della Corte Federale d’Appello. Già scrissi mesi fa, al momento della prima esecuzione, che semmai avessero ridato i punti, questi non avrebbero avuto lo stesso peso specifico di quelli falciati via a gennaio. Fui maledettamente profeta: quelli di oggi sono eterei e leggerissimi, sembrano quasi inesistenti. Ancora una volta un paradosso: prima della sentenza del Collegio di Garanzia del Coni la classifica era virtuale; dopo la sentenza… la classifica, nuova e rimodulata, è virtuale!
La vera sanzione, penalizzazione, punizione, chiamatela come più vi piace, non è tanto il castigo dietro la lavagna dei quindici punti, bensì il voler minare quotidianamente la stabilità emotiva della Juventus, consegnandole una stagione ai confini della realtà, fatta di attese, dubbi, contraddizioni che nulla hanno a che vedere con il calcio. La giustizia sportiva, emulando malamente quella ordinaria nei tempi biblici e nelle incertezze, ha reso il civis juventinus destabilizzato per la costante incertezza. Eppure il principio della certezza del diritto, in base al quale ogni persona deve essere posta in condizione di valutare e prevedere, in base alle norme generali dell’ordinamento, le conseguenze giuridiche della propria condotta, e che costituisce un valore al quale lo Stato deve necessariamente tendere per garantire la libertà dell’individuo e l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, è un principio inderogabile di libertà e democrazia.
Avrei voluto fermarmi qui, ma non posso non spendere ancora quattro parole sull’argomento. È domenica, l’argomento un tempo sarebbe stato unico e meraviglioso, pazienza, il Lettore mi perdonerà. Riflettevo che mai come in questo caso la giustizia sportiva è stata davvero “sportiva”, palleggiando la palla più di quanto non abbia fatto il Barcellona di Pep Guardiola: un tiki taka continuo. Il Collegio di Garanzia del Coni, la Cassazione, ha “accolto” il ricorso della Juventus contro la sentenza di 15 punti di penalizzazione per il caso plusvalenze, rinviando però gli atti alla giustizia della Federcalcio per una nuova valutazione (su quanti punti togliere…?!?), ma con membri nuovi (e ci mancava pure che i membri erano quelli di gennaio!). Perennemente una sorta di Juventus vs Resto del Mondo.
Che dire? Meravigliarsi, rimanere basiti, riflettere? Quel che è vero è che la controversia sui temi della legge e della giustizia, che anima la nostra vita quotidiana, è questione antica e perenne. Chi lamenta l'ottusità della burocrazia e la complessità opprimente delle leggi - in Italia gli esperti ne contano più di centomila - potrà riconoscersi nella sentenza di Cicerone, "somma giustizia, somma ingiustizia" (summum ius, summa iniuria), o di Terenzio, "somma giustizia è spesso somma malizia" (ius summum saepe summa est malitia). Ma almeno Cicerone e Terenzio parlavano di Legge e leggi esistenti, qui invece si è discusso di norme che avevano le sembianze di aria fritta! Sappiamo con Tertulliano che a "rendere valide le leggi non sono né il numero dei loro anni, né l'autorità dei loro promulgatori ma unicamente la giustizia": eppure dobbiamo convenire che, mentre tutti sanno cos'è subire un'ingiustizia, nessuno sa cos'è la giustizia. Dopo venticinque secoli siamo alla domanda - che leggiamo nei Memorabili senofontei - di Alcibiade: "Dimmi, Pericle, mi sapresti spiegare che cos'è la legge?". Beh io avrei risposto col senno di poi: “Caro Alcibiade, prima di tutto evitare di lavarsi le mani come farà fra un mezzo millennio un tale di nome Ponzio Pilato e poi… non palleggiare i processi come se fossero i palloni del centrocampo blaugrana!”
Intanto… stasera c’è una partita di campionato… sì, si gioca ancora a calcio nonostante tutto. È Juventus-Napoli, un match che senza queste beghe sanzionatorie avrebbe occupato le prime pagine dei quotidiani per l’intera settimana, ma che comunque, senza scomodare stupidamente e inutilmente Garibaldi, la Questione Meridionale, il conte di Cavour, il Sud e il Nord, il 1861, i gianduiotti e la pastiera, i Savoia e i Borboni, è una gran bella sfida tra due squadre che hanno da sempre deliziato “Tutto il calcio minuto per minuto”.
Anni fa ha osservato con acume profondo Vázquez Montalbán che noi individui cambiamo in tutto, tranne che in una cosa. L'ideologia, la religione, la moglie o il marito, il partito politico, il voto, le amicizie, le inimicizie, la casa, l'auto, i gusti letterari, cinematografici o gastronomici, le abitudini, le passioni, gli orari, tutto è soggetto a cambiamento e anche a più d'uno, che si succedono con rapidità nei nostri accelerati tempi. La sola cosa che non sembra negoziabile è la squadra di calcio per cui si tifa dall'infanzia. Esclusi alcuni voltagabbana impenitenti cui in realtà forse non piace neanche quello sport – lo sapete, quelli che si mettono davanti alla televisione soltanto il giorno della finale dei Mondiali, per non rimanere fuori dalle conversazioni -, nessuno sostituisce con un altro il club dei propri brividi, dei pianti, delle urla gioiose e nessuno può sindacare sulla scelta, perché viene fatta dal cuore e non dal cervello, e il cuore si sa non deve spiegazioni a nessuno. Le risposte del cuore sono nell’iperuranio a passeggiare, chi proprio le vuole, vada a farsi un giro. Si può avere maggiore o minore simpatia secondaria o momentanea per una squadra o un'altra, si possono ammirare alcuni giocatori avversari, e desiderarli; ma per quel che è vibrare, soffrire e saltare di allegria, non c'è sostituzione possibile dal momento in cui si è trovato un posto nel cuore per quella squadra, e non c’è latitudine che tenga, perché il calcio è emozione, e l’emozione non ha nulla a che fare con i paralleli di un mappamondo! Il tifo è Libertà e Amore. Summa di tutto questo per milioni di tifosi è Juventus-Napoli. Tifoserie “fedeli nei secoli” alla loro maglia che nulla e nessuno potrebbe farle vacillare.
Stasera c’è Juventus-Napoli, che sia solo una gran bella e palpitante partita di calcio tra i bianconeri e gli azzurri: il “Resto del Mondo” per una volta lasciamolo da parte.


