Il piano è sotto gli occhi di tutti. Ma società, squadra e tifosi possono e devono opporsi.
Il disegno è chiaro: La Juventus deve restare fuori dall’Europa la prossima stagione. Lo aveva anticipato il procuratore Chinè, lo stanno dimostrando i fatti. Se poi ci si mette anche la squadra, tutto diventa più facile per chi ha ordito la trama. Stanno provando a far perdere la passione ai tifosi bianconeri, ma questo non può e non deve passare. Lo sconforto è palese, la delusione tangibile, ma guai a mollare adesso, faremmo soltanto un favore a chi nelle segrete stanze ( mica tanto segrete poi) ha già il piano pronto. Tre sconfitte consecutive in campionato sono tante, troppe, lo specchio di una squadra che oggi non è in grado di annullare la possibile nuova penalizzazione che potrà arrivare a fine stagione. Perché una via ci sarebbe per mettersi di traverso e far saltare il banco: arrivare a dama con un margine di vantaggio sulla quinta talmente ampio da costringere lor signori a mollare la presa oppure a sporcarsi le mani cosi tanto da risultare ancor di più poco credibili.
Ma dobbiamo essere onesti: può la Juve di oggi compiere questa impresa? No, e dunque prepariamoci a nuovi travasi di bile che quasi certamente arriveranno con la nuova sentenza della Caf. Certo, ci sarebbe il famoso ricorso al Tar, non per bloccare i campionati, ma per far capire che la misura è colma e che ogni strumento può essere valido. Ma la Juve non lo farà, almeno cosi ci risulta, e dunque il rischio è quello di dover provare a fermare un’onda con le mani. Stiamo pagando l’idea della Superlega, stiamo pagando l’opposizione a certe idee della Federazione, stiamo pagando anni di immobilismo perché impegnati a pensare ad altro, stiamo pagando l’assenza in società di un vero uomo “politico” il famoso Marotta della situazione, che quando devi lottare con i vari Lotito, De Laurentis e compagnia cantante, diventa fondamentale
Stiamo pagando l’essere, almeno apparentemente e agli occhi dei tifosi, troppo accondiscendenti, mai una parola, mai una protesta, mai una presa di posizione netta e forte. Oggi la Juventus è senza il suo stadio, sempre più terra di conquista da parte di tutti, con una squadra che prova a fare miracoli in mezzo alla tempesta più grande mai attraversata da un club a stagione in corso e un allenatore chiamato a gestire più ruoli. Eppure, nonostante tutto, ne potremmo uscire ancora con qualche piccola grande soddisfazione. Ecco perché nessuno deve mollare di un centimetro, in primis ovviamente la squadra.
Giugno è ancora troppo lontano per pensare solo ed esclusivamente alla prossima stagione, a prescindere da quello che l’Ingiustizia sportiva deciderà. Quello che non si può accettare sono le prestazioni simil Sassuolo, cosi come dover buttar giù tre sconfitte consecutive, cosa che in casa bianconera non si vedeva dalla stagione 2010/11. Rispondere sul campo è l’unica arma in mano alla squadra, rispondere fuori dal campo quello che devono fare società, nelle sedi opportune, e tifosi. Perché anche voi/ noi tifosi abbiamo un grande potere in mano. E tutti quanti sanno quale. Bene, adesso forse è giunta davvero l’ora di utilizzarlo, seppur con grande sacrificio.


