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Alzare una coppa davanti a Gravina e una davanti a Ceferin diventano il grido di battaglia della JuventusTUTTOmercatoWEB
mercoledì 26 aprile 2023, 12:05Editoriale
di Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it

Alzare una coppa davanti a Gravina e una davanti a Ceferin diventano il grido di battaglia della Juventus

Abbiamo speso fiumi di parole per raccontare questa stagione surreale. Una stagione cominciata male per colpe della squadra e, soprattutto, di Allegri. Cominciata male perché il piano tecnico è fallito in partenza con l'infortunio di Pogba e lo stop a singhiozzo di tutti quelli che dovevano essere interpreti di una stagione disegnata soltanto sulla carta ma mai in campo. Una stagione trasformatasi in una bufera che ha letteralmente allagato i circuiti di una squadra asciugati con attenzione, pazienza e sagacia da Allegri che ha avuto lo scomodo di dover gestire una situazione ingestibile e l'alibi morale di poterlo fare a modo suo: senza gioco e bellezza, ma tanta praticità. 

Siamo passati dai -15 di una sentenza assurda, all'assoluzione solo temporanea, il tempo di preparare un altro piano diabolico ordito in Italia ma made in Europe, dove troneggia il signor Ceferin che guida i suoi burattini, nella Federazione italiana e spagnola, pronti a punire i miscredenti dell'Uefa e fondatori della SuperLega, il tutto avallato da una certa stampa nazionale, braccio armato della prepotenza europea del calcio. Tanto il concetto è diventato via via più chiaro tutti. Abbiamo speso fiumi di parole che oramai cominciano a mancare davanti alla disarmante realtà dei fatti. E allora la soluzione, in attesa di conoscere le strategie societarie, diventa il campo, la possibilità di concretizzare il bel percorso fatto in Europa League (che serve da risarcimento per la sciagurata uscita ai gironi di Champions) e in Coppa Italia. La possibilità di alzare due trofei: uno in Italia davanti al signor Gravina, difensore fino al Consiglio di Stato dell'accusa ordita dalla sua Procura (coadiuvata da quella molto attiva di Torino) contro la Juventus fino ad ottenere anche la poltrona di vice presidenza dell'Uefa. La possibilità, magari, di alzare anche l'Europa League e, questa volta, davanti a Ceferin il padrone incontrastato del calcio europeo. Almeno fino a quando non nascerà la tanto attesa SuperLega.

Il campo stasera metterà ancora una volta contro Inter e Juventus per una gara decisiva: il destino è nelle nostre mani. Bere o affogare. Vivere o morire. Perché di questo si tratta adesso: con l'Uefa e la Federazione a braccetto contro la Juventus (non lo dicono i sospetti ma i fatti) l'unica possibilità è quella di mettere in campo il massimo della testa, della determinazione, della tecnica e non sbagliare nulla. Per dimostrare di essere più forti di tutto, per trovare lo slancio giusto verso la conquista anche dell'Europa League e un posto nelle prossime coppe e mettere Ceferin e compagnia nelle condizioni di farla ancora più sporca di quanto non la stiano già facendo pur di buttarci fuori. Vincere sul campo laverebbe qualsiasi onta. Schiena dritta, testa in alto. Siamo la Juventus. 

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