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tmw / juventus / Editoriale
Neanche a tavola sanno stare!TUTTOmercatoWEB
domenica 14 maggio 2023, 23:29Editoriale
di Roberto De Frede
per Bianconeranews.it

Neanche a tavola sanno stare!

Ogni legge deve essere chiara, uniforme e precisa. Interpretarla significa corromperla. (Voltaire)

Si dice che gli aneddoti servono spesso a rivelare il carattere di taluni personaggi, ma soprattutto a riflettere un'epoca e le condizioni storiche e politiche di un mondo. Nei primi tempi in cui Mussolini era salito al potere, avendo Giolitti deplorato la soppressione di ogni forma di controllo, il che rendeva possibili dissipazioni e mangerie di ogni sorta, il De Bono gli osservò: «Ma anche ai tempi suoi c'erano quelli che mangiavano». E il Giolitti pronto: «Sì, ma sapevano stare a tavola». Oggi ormai è palese la sfacciataggine, non c’è più forma che tenga. L’obiettivo è buttare la Juventus fuori dall’Europa e tenerla ai margini della penisola italica, e traduzione simultanea di tutto ciò sono tre immagini, ultime solo temporalmente.

La prima è quella del Collegio di Garanzia del Coni che rinvia nuovamente alla Corte Federale d’Appello la valutazione sul caso plusvalenze dando per scontato una nuova penalizzazione afflittiva. Ciò che qui si implora non è più la giustizia, anche perché dovrebbe esser cosa scontata, bensì che si maledica l’ingiustizia, ricordando il profeta Isaia che usò tale genere profetico quale opportunità di denuncia sociale, di svelamento dello scandalo, di smascheramento della parzialità.

La seconda è quella dei presidenti della Figc Gabriele Gravina e della Uefa Aleksander Ceferin di nuovo insieme ad assistere Roma-Bayer, come lo fu per Inter-Porto di qualche settimana fa. Sembra che l’uno aspetti l’altro per far seguire una logica alle pene da infliggere quanto prima alla Juventus, pur se raziocinio e ragionevolezza stentano a decollare, come fisse e inchiodate sono le loro poltrone al potere del calcio. Il potere, quello che purtroppo non indietreggia mai, diceva Malcolm X, eccetto che in presenza di un potere maggiore, che potrebbe essere la Giustizia, quella vera rappresentata iconograficamente con una spada in una mano e una bilancia a bracci uguali nell'altra.

La terza, il ridicolo check sul gol regolarissimo di Gatti e il “si continui così” vergognoso sul colpo di kung fu di Badé su Rabiot in area: rigore netto ed espulsione in un mondo reale, ma ahimè questa è l’epoca del grande fratello! A che serve dunque la “moviola” agli arbitri? Cui prodest il var? A chi giova? L’espressione latina non l’ho messa lì per caso. È tratta dal passo della Medea di Seneca, cui prodest scelus, is fecit «il delitto l’ha commesso colui al quale esso giova»; è appunto in questo senso che la domanda viene posta, nella sua formulazione abbreviata, quando si cerca di scoprire chi sia l’autore o il promotore di un fatto spesso delittuoso, nel presupposto che può esserlo soltanto chi se ne ripromette un vantaggio per sé.

Al diavolo il galateo, tutti i commensali hanno i gomiti sul tavolo, facendo tutto sfrontatamente alla luce del sole, ma elogiando infinitamente l’ombra, e non di certo alla maniera di Borges!

Roberto De Frede

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