Juve, una stagione senza pace ma non solo per Allegri
Per la Juventus, quella di oggi, sarà la giornata più lunga, controversa e ancor più folcroristica di tutto l'anno. I bianconeri giocano, in un inedito lunedì di maggio, una partita doppia: sul tavolo della giustizia sportiva e poi, in serata, sul campo di Empoli dove la squadra potrebbe già trovarsi ghigliottinata dalle zone alte della classifica. Consiglierei alla Corte Federale, per non rischiare di essere poco “afflittiva”, di dosare la penalizzazione a turno di campionato concluso. Così da avere la certezza di tenere la Juventus debitamente a distanza anche dalla Roma. Attenzione alla riflessione (e non sembri una battuta di parte): tra la seconda piazza dei bianconeri e la settima dei giallorossi, la forbice, al momento, è di dieci punti. Potrebbe chiudersi però a sette – in caso di solo successo della Roma – o allargarsi fino ad un massimo di tredici. E quindi ci diranno che avranno sbagliato a formulare la pena? E se poi qualche posizione venisse recuperata? Tutto è possibile e le soluzioni, purtroppo, rendono l'idea di un sistema giudiziario-sportivo marcio e ingiusto. Nessun sistema democratico prevede infatti l'evidente accanimento giuridico in atto.
Processi – La giornata di domani potrebbe comunque non essere l'ultima e i processi – finora già cinque, esclusi quelli dell'operazione stipendi - potrebbero addirittura diventare sei se la pronuncia della Corte d'Appello risultasse iniqua e la società decidesse di ricorrere un'altra volta al Collegio di Garanzia del Coni. Ipotesi tutt'altro che remota considerato il vento che tira e che risucchierebbe la squadra fuori da qualsiasi competizione europea o solo dalla Champions? Il teorema delle plusvalenze montato ad arte attorno ai vari articoli della giustizia, purtroppo, può far traballare qualsiasi tipo di ragionevole certezza. L'unica cosa che servirebbe davvero sarebbe una seria riforma del sistema che sta pericolosamente collassando. Guardare in tutte le categorie per rendersene conto tra debiti, tasse e stipendi pagati sempre più in ritardo.
Plusvalenze - Sono intanto 400 i giorni da quando il club è assediato da un costante e brutale processo unidirezionale. Le plusvalenze non sono proibite, anzi hanno garantito il modo per non far saltare il banco della serie A per decenni. E poi dovrebbero spiegarci, bilanci alla mano, come un club che ricapitalizza nell'ultimo triennio 800 milioni possa aver bisogno di operazioni fittizie per appianare solo qualche punto percentuale delle sue spese.
Allegri – Finiamo col tema altrettanto caldo riguardante Allegri. Primo. Chi lo ha riportato a Torino garantendogli un ingaggio faraonico? Secondo. Chi avrebbe potuto tenere insieme i cocci di questa annata balorda meglio di lui? Terzo. Nonostante tutto, la sua Juve è seconda, giocando male come tante altre squadre meno criticate. E questo resta il traguardo per garantirsi i prossimi due anni di contratto. C'è però anche la bassa empatia col gruppo dopo le amarezze degli ultimi due anni che non hanno fatto registrare successi in bacheca. In attesa del giudizio della società che arriverà inesorabile a campionato concluso, ma sulla falsa riga di quello già emesso dalla maggioranza dei tifosi e indirettamente da chi gli ha bocciato l'idea di fargli scegliere il nome del futuro direttore sportivo, che nelle sue preferenze non era sicuramente Giuntoli.


