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Uomini e idee, quello che serve, e che manca ( ad oggi )  alla nuova JuventusTUTTOmercatoWEB
martedì 13 giugno 2023, 08:57Editoriale
di Alessandro Santarelli
per Bianconeranews.it

Uomini e idee, quello che serve, e che manca ( ad oggi ) alla nuova Juventus

Sono lontani i tempi in cui accoglievamo il mese di giugno progettando e sognando un nuovo anno ancora migliore rispetto a quello passato. Oggi sembra un miraggio soltanto riuscire ad immaginare come uscire dal pantano in cui ci siamo ritrovati, dopo una stagione che ha sfiancato tutti, dagli addetti ai lavori ai tifosi. Vero, esistono delle situazioni in cui tutto il pessimismo estivo si è trasformato poi in entusiasmo mese dopo mese, ma qui ci sono troppe situazioni che devono ancora essere messe in ordine. Pensiamo alla questione paradossale del direttore sportivo: detto che Giovanni Manna gode di tutta la nostra fiducia, ma con quale criterio si è pensato di lavorare solo con Giuntoli, trovando accordi e di fatto investendo tutto su di lui, senza ponderare  che il signore con la barbetta avrebbe fatto il diavolo a quattro pur di mettere i bastoni tra le ruote alla Juventus?

Giuntoli arriverà, ma quando? Adesso quali strategie si seguono? Quelle programmate da Giuntoli, o quelle pensate da Manna? Facciamo un passo indietro. Alex Sandro si è visto rinnovare automaticamente il suo oneroso contratto superato il numero delle presenze previste. Perché nessun dirigente ha fatto presente ad Allegri che forse sarebbe stato il caso di evitare una situazione simile? Quale dirigente direte voi. Ecco, il punto è proprio quello: mentre la tifoseria si interroga giustamente sulla vicenda Allegri, rischiamo di sottovalutare il nodo fondamentale, la costruzione di una società forte solida e con gli uomini giusti al posto giusto. Giugno non ci ha portato ancora nessuna novità sotto questo profilo: o meglio ci ha regalato la promozione di Giovanni Manna, che però a tutti è sembrato un passo obbligato dopo essersi scontrati con la realtà del muro contro muro voluto dal signore con la barbetta. La verità è che non abbiamo ancora collocato una pedina nei punti strategici e questo ritardo preoccupa. Cosi come preoccupa la situazione della guida tecnica.

Allegri è stato confermato da Scanavino, forte anche dei due anni di contratto. Le suggestioni arabe per adesso restano tali, anche se il vento di speranza di una buona parte di tifoseria spinge verso una soluzione tale. Qualche voce di corridoio ci racconta di frizioni all’interno della proprietà, con un dibattito ancora aperto sul futuro dell’allenatore livornese “ Dobbiamo cambiarlo” “ Si, ma sai quanto ci costa? Pensiamoci attentamente”. Immaginiamo cosi la discussione tra chi guida la società e chi in questo momento ha il compito di tenere sotto controllo i conti e magari socchiusa la cassaforte. Facciamo però fatica a vedere una Juventus che rinuncia alle sue naturali ambizioni, non si può cancellare un dna vincente, cosi come non possiamo dimenticare l’investimento di oltre 700 milioni fatto nel giro di appena due anni.

Ridimensionamento si, soprattutto a livello di monte ingaggi, smobilitazione no. I mancati introiti europei peseranno e non poco, in attesa di tempi migliori serviranno idee e soprattutto uomini giusti al posto giusto. Ecco il vero ritardo sta proprio qui, nella scelta degli uomini che possano portare idee. Non è tempo di sognare, ma neppure di cedere il passo troppo facilmente. Non lo merita la storia del club, non lo merita la passione e l’amore dei tifosi

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