Tim Weah si presenta alla Juve con la benedizione di papà George
Un affare chiuso in giugno, il primo, reale, nuovo acquisto in casa bianconera. Vero che il riscatto definitivo di Milik e il rinnovo annuale, parecchio insperato, di Rabiot sono colpi importanti per la nuova Juventus, ma Tim Weah va a prendere il posto di Cuadrado, che, da giocatore svincolato, si è accasato all’Inter. Il ragazzo americano si è presentato oggi con un messaggio chiaro:” Mio papà mi ha sempre sostenuto ed è stato sempre un tifoso della Juventus. Sono molto felice di essere qui, è una benedizione per me e la mia famiglia”. Insomma il mitologico George, oggi capo di Stato della Liberia, ma in Italia indimenticato goleador milanista, ha influito, e non poco, per l’approdo di Tim alla Juve: il figlio riaccende i sogni in bianconero che il padre avrebbe tanto voluto sposare. Weah prende il numero 22, un simbolo per lui sin dagli inizi di carriera e in più rappresenta il giorno del suo compleanno, una simbiosi perfetta, che, si auspica, possa diventare un punto di riferimento sulla fascia, visto che nella passata stagione ha giocato come esterno (spesso di destra) trovando una collocazione naturale.
Sicuramente il campionato italiano, a detta di molti giocatori stranieri, è l’ateneo migliore per imparare a praticare, ad alti livelli, le due fasi: all’attacco Tim Weah ci sa fare, adesso servirà apprendere, crescere e migliorare soprattutto nei momenti difensivi, adattandosi a posizionamenti, schemi e richieste dell’allenatore, giocando nel ruolo e nella zona in cui la squadra necessiterà. Il suo entusiasmo si è percepito da parole ed espressioni, ora comincia il concreto apprendistato per diventare un giocatore da Juve, e solo il terreno di gioco potrà raccontarci della parabola, speriamo positiva, del ragazzo statunitense. La vita è fatta di porte girevoli, e la sua ispirazione, come ha candidamente ammesso, è riferita a Cuadrado, proprio quel Panita tanto amato dai tifosi di Madama, appena passato in nerazzurro come giocatore svincolato; una scelta che non è andata giù a tanti supporter bianconeri, soprattutto se paragonata a situazioni simili del passato, Nedved su tutti. Cuadrado ha fatto cose mirabolanti per la Juve nei suoi 8 anni di permanenza a Torino, con gli ultimi due in fisiologico calo; ecco, diciamo che se Weah riuscirà ad avvicinarsi al rendimento e alle magie del colombiano, potrà venir battezzato come un arrivo, non solo azzeccato ma prodigioso.
Cosa non semplice, sia chiaro, perchè fa fede solamente il campo, come unico giudice indiscutibile. C’è un verbo nella lingua giapponese che può essere accostato al neo giocatore juventino e che può fungere da buon auspicio, ovvero kodawaru. Un termine molto usato nella Terra del Sol Levante, spesso nei messaggi pubblicitari, che significa non solo “essere esigente, pretendere qualcosa per ottenere un risultato”, ma anche “essere fedele a dei valori”, ebbene, chissà se Tim Weah riuscirà ad essere esigente nella sua applicazione del lavoro, impegnandosi allo spasimo per raggiungere risultati importanti, rimanendo fedele ai propri valori. Questo è ciò che la Juventus tutta vuole e che i tifosi auspicano. L’avventura bianconera di Tim è appena scoccata, il desiderio del ragazzo è quello di regalare, al papà, grandi soddisfazioni, indossando questa maglia. Il miglior viatico è quello di imporsi e vincere molto a Torino, perchè le tradizioni di famiglia hanno un peso, sono sempre importanti, e vanno rispettate, fino in fondo, fino alla fine.


