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Locatelli fa le cose per bene e spiana la vittoria a S. SiroTUTTOmercatoWEB
lunedì 23 ottobre 2023, 22:19Editoriale
di Antonio Paolino
per Bianconeranews.it

Locatelli fa le cose per bene e spiana la vittoria a S. Siro

Il gol dell'ex regala una vittoria utile per accrescere la convinzione personale e di squadra

Milan e Juve hanno giocato alla pari, e forse il risultato si sarebbe discostato poco anche senza l'uomo in meno per il Milan, ma la vittoria è del tutto meritata. La firma del successo l'ha messa Locatelli che non segnava da cinquanta partite, ma che nell'emozionarsi a fine gara avrà anche ricordato il suo gol di sette anni prima proprio alla Juventus: stesso giorno, quasi stesso minuto e medesima intenzione di calciare dalla distanza, anche se nella traiettoria di ieri molto ha influito la netta deviazione di Krunic. Sta di fatto che, prima e dopo, i bianconeri hanno giocato a memoria senza concedere troppo e usando i muscoli quando le gambe viaggiavano meno veloci dell'avversario. L'intelligenza tattica delle squadra, per come ha preparato e soprattutto gestito la partita, si è vista tutta e ha prodotto i suoi frutti con il classico dei risultati: l'uno a zero senza neanche qualche appiglio credibile per gli avversari. Il tentativo di Pioli di aggrapparsi ai “ripetuti” interventi di Gatti è scivolato via liscio come quasi tutta la partita. Aver limitato i rischi al solo tiro di Giroud, su azione invitante di Leao nel primo tempo, la dice lunga sul grado di attenzione della linea difensiva e di protezione davanti.

Difesa – La Juve vincendo a San Siro ha ridotto il distacco dai rossoneri al secondo posto e non ha subito gol per la quarta volta consecutiva dopo la disfatta col Sassuolo. E sappiamo quanto vincere senza incassare reti possa rappresentare un valido campanello di preoccupazione per le dirette avversarie. Per il Milan, addirittura uno in più, visto che le due sconfitte stagionali sono arrivate proprio con Inter e Juventus che potrebbero risultare fatali nella conta degli scontri diretti. Quattro partite in cui i bianconeri, senza mai la miglior formazione e quasi sempre con con l'attacco spuntato e grane extra campo, ha allungato la sua classifica di ben dieci punti. Quanto guadagnato a Bergamo e Milano, non va sperperato nelle prossime gare casalinghe con Verona e Cagliari, provando magari ad accrescere le proprie convinzioni con la trasferta di Firenze. La Juve deve dimostrare a se stessa di credere sempre più nel proprio valore, riposizionando con serenità l'obiettivo del quarto posto, come il minimo da raggiungere. In una fase di ricostruzione come questa è comunque legittimo il timore di non farcela, alla luce anche dei continui elementi di disturbo esterni alla squadra, ma che sembrano offuscare meno il percorso di marcia. 

Novità – Fatemi spendere un ultimo commento sull'esordio del giovanissimo olandese (classe 2005) Huijsen. Subentrato al posto di Gatti, in un momento delicato della partita, ha spazzato via l'emozione con eleganza, semplicità e un grande stop di petto da veterano. Non voglio illudere, ma i movimenti, con o senza palla, mi riportano indietro a quei grandi difensori a cui è stato facile poi consegnare definitivamente una maglia da titolare. Bravo lui, ma bravi a crescere poco per volta anche Weah e Cambiaso. Senza dimenticare la prova sopra le righe di un ritrovato Kean. Brava Juve. Un po' troppo scontato Allegri con le solite sceneggiate a bordo campo che hanno prodotto l'effetto di far sorridere anche capitan Rabiot. 

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