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Buon Natale alla cara vecchia Eupalla e a suo figlio Yıldız.TUTTOmercatoWEB
domenica 24 dicembre 2023, 22:42Editoriale
di Roberto De Frede
per Bianconeranews.it

Buon Natale alla cara vecchia Eupalla e a suo figlio Yıldız.

La memoria del cuore elimina i cattivi ricordi e magnifica quelli buoni, e grazie a questo artificio, siamo in grado di superare il passato e andare avanti per un futuro migliore. (Gabriel García Márquez)

È la vigilia di Natale. Se è passato il tempo in cui accadevano miracoli, ci è rimasto almeno un giorno magico in cui tutto può succedere. I greci chiamavano il cielo Οὐρανός e verso il cielo lanciavano la palla, tanto che quel gioco venne detto Oὐρανία, quasi ad intendere gioco celeste, assimilabile a quella Danza Aerea che consisteva nell’essere costantemente sollevati dal suolo. Omero nell’Odissea cantava: «Quando furono sazie, Nausicaa e le ancelle / si tolsero in fretta i veli per giocare a palla. / Nausicaa intanto lanciò la palla a una compagna, / ed ecco le cadde di là dal segno, / in un gorgo profondo. Levarono un alto grido / allora le fanciulle, e si svegliò Ulisse». Nonostante le trasformazioni continue che la palla è stata ed è costretta a subire, da semplice sfera ludica plasmata con materiali vegetali o animali, tracciante di deliziose e vincenti traiettorie, a oggetto virtuale, fantasmagorico algoritmo, rotondità elettronica pregna di microchip e cimici, per finire nelle aule di giustizia delle corti europee e sulle scrivanie di società per azioni e superleghe auree, esisterà sempre la dea breriana Eupalla che riporta il calcio e il suo pargoletto pallone nella sua sede più naturale: l’Olimpo, il monte degli dei, inebriato d’ambrosia e poesia.

Quella divinità benevola che, assistendo pazientemente alle goffe scarponerie dei bipedi, presiede – secondo il maestro Giuânén - alle vicende del bel gioco disegnato sui rettangoli verdi, in un assolato pomeriggio frusinate ha amorevolmente e maternamente condotto in ausilio della Juventus, il semidio Yıldız, il cui nome di battesimo Kenan in ebraico significherebbe "possesso di Dio". Il giovane tedesco di origini turche, innalzando i sogni bianconeri alle stelle, ha riportato alla memoria nientedimeno l’astro più luccicante, Alessandro Del Piero: non solo per l’iconica linguaccia, ma soprattutto per la tecnica sopraffina e per un gol che sembrava carezzato da giocate leggendarie del capitano dei capitani, quando Pinturicchio si smaterializzava nelle aree avversarie, dribblava come birilli i malcapitati difensori e come per magia depositava il pallone – quello originale, omerico e non ancora alterato… – in rete. Ulisse, ormai ridestatosi dopo il naufragio, al gol di Yildiz credeva di essere ancora nel mondo dei sogni…

I bei ricordi fanno bene, riviverli danno vita, fanno compagnia. A Natale, poetava Alda Merini, non si fanno cattivi pensieri, ma chi è solo lo vorrebbe saltare questo giorno. A tutti loro auguro di vivere un Natale in compagnia, e molti, grazie a questo gol, hanno cacciato via per un po’ la solitudine.

Buon Natale, di vero cuore, a tutti Voi.

Roberto De Frede

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