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La grande vittoria della Superlega, la rivincita di Agnelli e le minacce irrilevanti di Gravina che ora non accetta le sentenze...TUTTOmercatoWEB
mercoledì 27 dicembre 2023, 19:20Editoriale
di Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it

La grande vittoria della Superlega, la rivincita di Agnelli e le minacce irrilevanti di Gravina che ora non accetta le sentenze...

La decisione della CGUE butta giù il muro di una tirannia insopportabile e soffocante e manda in disperazione la stampa asservita. Questa è la vera vittoria del calcio del popolo

Quest'anno il regalo di Natale è arrivato in grande anticipo per qualcuno. La sentenza tanto attesa del 21 dicembre della Corte di giustizia dell'Unione Europea non soltanto ha dato il via libera alla nascita della Superlega e di una qualsiasi manifestazione sportiva europea ma ha soprattutto abbattuto il muro del regno di Ceferin e Infantino. Una spallata giusta e inevitabile ad un sistema tirannico non autorizzato da parte dei due presidenti che non soltanto credevano, senza alcun motivo, di detenere il diritto esclusivo a gestire il calcio europeo e mondiale, ma che ormai tra elezioni senza concorrenti e statuti in via di cambiamento per poter prolungare la durata del mandato si erano letteralmente impossessati delle proprie poltrone, distribuendo cariche un po' qui e un po' lì (vedi la vice presidenza Uefa all'attuale presidene della Figc Gabriele Gravina, senza dimenticare la presenza nel CdA, tra gli altri, di Karl-Heinz RummeniggeNasser Al-Khelaïfi).

La CGUE ha semplicemente e perentoriamente detto che no, non si può fare e che, anzi, il giudice de Lara parla di ingiustificato "abuso di posizione dominante". Usando proprio le parole del dispositivo emesso dal giudice: "se Fifa e Uefa, come entità che si attribuiscono la competenza esclusiva per organizzare e autorizzare competizioni di calcio internazionale per club in Europa, proibissero o si opponessero allo sviluppo della Superlega finirebbero per beneficiare delle eccezioni alla libera concorrenza stabilite nello stesso articolo 101, considerando che si limita sostanzialmente la produzione, si impedisce la comparsa di prodotti alternativi a quelli offerti da Fifa/Uefa nel mercato e si restringe l’innovazione, impedendo altri formati e modalità, eliminando la potenziale concorrenza nel mercato e limitando la scelta del consumatore". 

È questa la grande vittoria per il calcio europeo e mondiale e di Andrea Agnelli, la Superlega è soltanto una conseguenza come potrebbe esserlo la nascita di una qualsiasi nuova manifestazione sportiva. Quello che parte della stampa, quella asservita all'Uefa, e che alcuni giornalisti, in cattiva o buona fede, non capiscono è che tutti dovrebbero gioire per aver interrotto una tirannia del calcio che non aveva diritto ad esistere. Terminano così i giochi di potere di Aleksander Ceferin (e qui c'è la grande vittoria di Andrea Agnelli) e Gianni Infantino che dovranno fare marcia indietro sulle "minacce" ai club dissidenti che non sono da considerare dissidenti ma a favore del libero mercato. Per tanto, troppo tempo, infatti, si sono invertiti i buoni e i cattivi di questa storia. Secondo voi chi è il cattivo? Chi vuole arrogarsi un diritto di potere esclusivo e perpetuo senza libera concorrenza o chi si batte per il libero mercato, lontano da un monopolio totalizzante e deleterio per la crescita del gioco che appartiene al popolo? 

E dispiace, ma il presidente della Figc, Gabriele Gravina, benché parli da vicepresidente Uefa ferito da questa storia, non può più minacciare proprio nessuno, e dire che "in ossequio alle leggi nazionali e ai regolamenti internazionali, la FIGC ritiene che la Superlega non sia un progetto compatibile con queste condizioni e agirà sempre, in tutte le sedi, perseguendo gli interessi generali del calcio italiano" è una cosa pericolosamente sbagliata visto che il grado di giustizia più elevato ha stabilito l'esatto contrario. Gli restano solo inutili e pericolose parole che moriranno nell'impossibilità di stravolgere una sentenza sacrosanta. Ma poi, scusate, questi non erano quelli che dicevano che "le sentenze vanno rispettate"?

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