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Il bello e il brutto della serata di Wembley

autore
Massimo Reina
per Tuttojuve.com
giovedì 8 marzo 2018, 17:00Primo piano
autore Massimo Reina
08.03.2018 17:00Primo piano
Imago/Image Sport
Imago/Image Sport

Quasi sessanta minuti giocati male, con gli avversari apparsi più determinati e in una condizione fisica migliore, soprattutto in mediana. Poi due cambi azzeccati da Allegri, due lampi di Higuain e Dybala e una ritrovata fame e furia agonistica nei minuti finali per portare a casa il risultato. Sta tutta qui, in estrema sintesi, la gara di ieri sera della Juventus. Tre le cose positive e negative che, a parere di chi scrive, sono emerse dalla partita contro il Tottenham. La prima: la Juventus, sofferente, falcidiata dagli acciacchi di parecchi suoi campioni, un po' sottotono fisicamente forse per via di una preparazione atletica probabilmente non ottimale, ha  mostrato ancora una volta una mentalità e un carattere eccellente: quante altre squadre, dopo aver giocato male per quasi un'ora, senza mai tirare in porta se non con Pjanic verso fine primo tempo, sotto di un gol e con un rigore netto negatogli dall'arbitro in un campo difficilissimo, avrebbero trovato la forza, soprattutto nervosa, per ribaltare il risultato e vincere? Battuti in un colpo solo Tottenham, arbitro e gufi, e appuntamento alla prossima gara.

La seconda: è sembrato esserci quel pizzico di fortuna che è fondamentale per arrivare in fondo a una competizione e cercare di vincerla. E' inutile infatti girarci troppo intorno: puoi avere anche Messi e Cristiano Ronaldo, ma se la Dea bendata ti volta le spalle, una palla finisce sul palo, un'altra su una caviglia e va fuori, l'arbitro si gira dall'altra parte pur di non fischiare nulla a tuo favore, e sei fuori. E da questo punto di vista, la Vecchia Signora ne sa qualcosa: al di là infatti dei propri demeriti o in certi casi della forza dell'avversario, cosa sarebbe accaduto se nel 1998, per esempio, a Predrag Mijatović fosse stato giustamente annullata la rete tre metri in fuorigioco che decise la finale col Real Madrid, o se il tiro di Zidane e il gol di Vieri in quella col Borussia Dormund non fossero finiti rispettivamente sul palo o ingiustamente annullato per un precedente fallo di mano involontario? Probabilmente la storia di quelle competizioni sarebbe cambiata in favore dei bianconeri, che specialmente nella sfida coi tedeschi avevano dominato in lungo e in largo. D'altronde per vincere non basta e non sempre si può giocare bene, e lo sanno perfino proprio in quel di Madrid, dove di coppe Campioni ne hanno vinte a bizzeffe, non sempre brillando.

Ovviamente ieri sera non è stato tutto rose e fiori, come abbiamo scritto all'inizio. E qui arriviamo al terzo punto: la Juventus, a oggi, è forte, ma non ha ancora un organico qualitativamente a livello delle principali big europee. In tal senso la società a giugno dovrà continuare l'opera di rafforzamento prendendo come modello di riferimento proprio queste società, e non certo quelle italiane che le sono inferiori. In estrema sintesi, dovrà cambiare registro e fare per esempio come il Bayern Monaco: iniziare a tenersi stretti i suoi campioni e aggiungerne altri, già affermati o sulla rampa di lancio, per avere titolari e panchinari di un certo valore. Sarà banale, ma è così. E poi rivedere magari un attimo la preparazione atletica, per capire il perché di tanti infortuni stagionali e di una condizione fisica non sempre impeccabile fino a oggi. Per continuare a crescere e aumentare sempre di più le chance di restare ai vertici in Europa e vincere la Champions League.

per Tuttojuve.com

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