ESCLUSIVA TJ - Dieci anni con Agnelli, Christillin: "I tre colpi della sua gestione, cavalcata primo scudetto straordinaria. Futuro? Vedo un grandissimo avvenire in campo europeo"
Mirko Di Natale
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, la manager torinese membro aggiuntivo Uefa del consiglio Fifa - nonché tifosissima doc bianconera -, Evelina Christillin, per avere una sua opinione sul decimo anniversario della presidenza Agnelli e non solo:
Quale è stato il suo primo pensiero appena ha saputo che Andrea Agnelli si sarebbe insediato alla presidenza della Juventus?
"L'ho saputo qualche giorno prima della nomina ufficiale, da parte mia c'è stata grande contentezza. Ho nutrito fin da subito molta fiducia nei confronti di Andrea, specialmente per il suo grande attaccamento che ha sempre mostrato nei confronti della Juventus sia da sportivo che da dirigente. Dall'avvento di suo padre Umberto nel 1923 sono passati quasi cento anni, è una cosa unica al mondo. Erano tantissimi anni che non c'era un Agnelli alla presidenza della squadra, avevamo visto grandi presidenti come Boniperti ma mancava un esponente della famiglia. C'era bisogno di una importante iniezione fiducia, anche perché dal 2006 in poi era stata vissuta una situazione molto tragica".
Ha pensato subito, nel momento in cui si è insediato, che la Juve avrebbe iniziato nuovamente a vincere come in passato?
"Le premesse facevano pensare già benissimo, però nello sport c'è sempre un po' di scaramanzia. In effetti, diciamo, che la rivoluzione c'è stata ed è partita da quell'anno zero (il 2010-2011 ndr) di assestamento. Lì sono state gettate le basi per i futuri successi. C'è stata infatti l'inaugurazione dello stadio, è stato preso Antonio Conte in panchina e sono arrivati i grandi giocatori. Credo che quella cavalcata sia stata un qualche cosa di straordinario perché non è che ci si appoggiasse sul deja-vu come successivamente accaduto, ma era il giusto riscatto alla punizione che ritengo ancor oggi eccessiva".
Eccetto Ronaldo, quali sono i tre campioni più forti arrivati in questo periodo?
"Sicuramente non posso non citare Andrea Pirlo, quello è stato un assoluto colpo di genio. Il Milan non aveva più dimostrato interesse nei suoi confronti, lui nella Juventus ha trovato una seconda vita ed è stato pazzesco in tutto e per tutto. Poi direi Paul Pogba e per il terzo nome c'è tanta incertezza, ma alla fine rispondo Paulo Dybala. Malgrado le polemiche forti all'inizio, il nostro numero 10 ha fatto un gran campionato e tutti ancora abbiamo negli occhi quel gol realizzato all'Inter. E' il ricordo più bello per quello che dovrà iniziare nuovamente".
Ha toccato più e più volte la vetta, ma anche visto il fondo. Che momenti possiamo ricordare?
"Negativamente il periodo della squalifica, quella è stata una cosa che gli è bruciata e da cui si è riscattato con l'azione di pulizia che ha fatto la Juventus nei confronti gli ultras più cattivi. Quella squalifica, a mio parere, non era nemmeno meritata. Tra le cose più positive, invece, vorrei mettere in risalto un nuovo modo di fare società nel calcio senza più privilegiare il business, ma inventando un sistema di marketing e comunicazione. Il patrimonio non è più soltanto il calciatore, ma anche il J-Medical e tutti i passi in avanti all'avanguardia compiuti in questi anni. Ad oggi, per merito del suo lavoro, è tra le prime dieci società al mondo. E poi non ci si può dimenticare dell'attenzione riservata al calcio femminile, lo affermo con profonda convinzione perché in questo mondo ha tracciato una grande linea".
Tra dieci anni, vede ancora Agnelli alla presidenza con campionati e magari qualche Champions in più?
"La Champions non la nomino nemmeno più, tranne Belgrado le ho viste tutte e sembra che parlarne ne porti iella (sorride ndr). Non so se avrà ancora voglia di andare avanti con questo grande impegno per dieci anni, sicuramente gli incarichi assunti a livello internazionale con l'Eca e il Comitato esecutivo della Uefa, visto poi il suo rapporto strettissimo con il presidente Ceferin vedo un grandissimo avvenire a questo livello. Io mi auguro ci sarà ancora lui, magari il suo testimone potrebbe anche raccoglierlo un erede di questa grandissima famiglia".
Si ringrazia Evelina Christillin per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


